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migliore stato, mentre è provato dall’espe-rienza, che quanto più ivi entro soggior-nano, tanto più si perfezionano. S 1 im-piegano ordinariamente tali quali si estrag-gono dal pozzo, e soltanto in alcuni casiche indicheremo più innanzi, vengonodiluite con acqua. Non si lasciano perògiammai ridurre a terriccio. Dicono checiò sarebbe una pura perdita, dovendosipoi il terriccio di nuovo sciogliere nel-1’ acqua per adoperarlo. Quando le fecceumane s' usano fluide, si aggiugne loroalcuna volta dell’acqua, e ciò si fa volen-dole applicare a qualche pianta, di cuinon si creda opportuno 1’ accelerare ditroppo la vegetazione. Così pegli or-taggi si diluiscono, aggiungendovi la me-tà del loro volume di acqua, e s'innaffia-no questi più frequentemente. Le pianteda orto specialmente (essendo a questoletame che .devesi forse in gran parte labontà degli ortaggi toscani ), e tutti icereali essi pure profittano assai coll’ es-serne concimati. E dall’uso di esse, che ilucchesi ripetono le abbondantissime rac-colte di formentone cinquantino, che trag-gono dai campi in cui lo seminano appenamietuto il frumento. Ma al tempo dellaprima sarchiatura di questo formentonele spargono in buona dose al piede diciascuna pianta e replicano poi le zap-pature quante volte lo domanda la pian-ta. La canapa pure viene concimata conmaterie del pozzonero, alla quale si uni-sce talvolta una quarta parte di sterco dicolombino ; governo che giova moltissi-mo a questo vegetabile. Per concimarepoi il terreno che si destina alla semina-gione delle cipolle, si mescola con egualevolume di sterco e meglio ancora caval-lino, e di questo metodo si servono spes-so eziandio per concimare i campi di gra-no, specialmente quando abbiano dei con-cimi un poco magri. Si vende lo stercoumano all' incirca 5 franchi e 5o cent.
Escrementi
ogni 418 libbre italiane circa, cioè unoscudo lucchese per botte, che ragguagliaa paoli dieci e un quarto fiorentini percirca ogni 3,ooo libbre fiorentine. Si notiche oltre le materie fecali si gettano an-cora nelle cloache tutte le orine, e benespesso ancora la lavatura di tutti i vasida notte, lo che diluisce alquanto tali so-stanze.
Altre volte i lucchesi acquistavano tut-to il pozzonero del frisano. In oggi queidi Pisa lo adoperano tutto, nè attendonoche sia vecchio. Cavatolo fuori, lo allun-gano moltissimo con acqua e se ne ser-vono senz’ alcun danno delle piante chenon contraggono verun cattivo odore.
Nelle campagne di Macerata questo go-verno si raccoglie in grandi fosse situatealle bocche delle pubblice latrine. In es-se cadono ancora le orine e le acque dipioggia. Della parte fluida si servono gliortolani per innaffiare gli erbaggi. Dopoqualche tempo la materia non ancorasciolta viene sparsa per concimare grani,canapa, lini ed ancora alberi.
In Toscana questo concime si adope-ra solo, e da alcuni viene usato in istatoliquido per bagnare i succhi non be-ne scomposti, e risvegliare la fermenta-zione. Si è osservato che quantunquegiovi ad ogni qualità di terra, pure rie-sce meglio nelle forti che nelle sottili.Presso Firenze molto se ne impiega perla seminagione del grano, ma più ancorapegli ortaggi. Abbiamo veduto gli or-tolani trapiantare i cavoli e fare intornoad ognuno un picciolo arginetto di ter-ra, ma distante alquanto dalla pianta;indi con un idoneo strumento versarviaccanto un po’ di pozzonero che copro-no subito. Così le piante riescono assaibene.
Gli ortolani di Ravenna gettano losterco estratto dalle latrine entro a bu-che da loro scavate a bella posta. In esse