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8.° Quantunque sia stalo dimostratoche 1’ acqua posta sopra un metallo ro-vente può produrre del vapore esplosi-vo anche quando non raffreddi il metalloal dissotto della temperatura della più ra-pida vaporizzazione, non è pertanto inenvero che il metallo al dissotto del rossoscuro a r i i°,6, è nelle condizioni favo-revoli per produrre una vaporizzazionepiù rapida che quando è rovente.
Le indagini del Comitato sulla settimaquistione, cioè sulla produzione dei gasmostrarono non potersi aver alcun fon-dato motivo di timore per questa ca-gione.
Importantissime sono le ricerche re-lative all'ottava quistione vale a dire di-rette a conoscere la natura dei lacera-menti e scheggiature che possano risul-tare da un aumento di pressione nellecaldaie a vapore di ferro o di rame.
hitenevasi che le rotture prodotte daun aumento graduato di pressione nellecaldaie, e specialmente in quelle di ramenon potessero essere che laceramentiparziali pei quali il vapore trovasse unosfogo. Per fare degli esperimenti su que-sto proposito preparnronsi due piccolecaldaie 1 una di rame l’altra di ferro, es-sendosi ritenuto che due esperimentidovessero bastare a tal fine, e ciò tantopiù quanto che esigevano cure assai mi-nuziose ed erano di grave pericolo.
Le caldaie impiegate avevano 8,5pollici di diametro e t o a 12 di lunghez-za. Quella di ferro aveva una grossezzadi 0.02 di pollice e quella di rame dio,(>5. Erano provvedute di fondi conves-si. grossi 0 , 0 5 di pollice, uniti al corpopiincipale mediante bullette di ferro ri-badite molto vicine. Ad uno dei fondi diogni caldaia pravi un (oro per introdurvi1 acqua. Chiudevasi questo poscia me-diante una chiavarda a vite nella qualefrasi incavato un tubo a stantuffo a (fig.
Esplosione
10 Tav. XXVII delle Arti meccaniche )munito di una molla in guisa che cedessepiù o meno secondo la forza del vapore,e valesse così ad indicare la forza di questoal momento dell’esplosione. Il bollitore diferro fu posto orizzontalmente in un gros-so cilindro verticale di lamierino che ser-viva di corazza e di fornello. Il bollitoreerasi riempito per metà di acqua ; se lopose sopra un fuoco di carbone di legnae quando 1’ acqua cominciò a bollire mi-sesi a posto il tubo manometrico facendosiin modo da poter ritirare il bollitore dalfuoco senza avvicinarvisi, mediante unacorda ed una puleggia. Nella prima pro-va si smosse una ribaditura e siccome ilvapore sfuggiva per essa, così fu duoporicominciare di bel nuovo riempiendo dacapo la caldaia. Riaccesosi il fuoco eriposto il bollitore a suo luogo avvennel’esplosione , non giungendo il fuoconeppure alla metà della caldaia produ-cendo così tutta la sua attività contro alfondo di essa. Sfuggiva ancora un pocodi vapore pel foro della ribaditura che siera smosso dapprima, ma a mano a manoche l’esperienza inoltravasi la perdita di-veniva minore. Il molto tempo trascorsodacché aveva cominciato ad uscire il vapo-re quasi faceva credere di dover ripeterela operazione, quando la caldaia fece es-plosione. Per effetto di questa uno deifondi bc fu cacciato da una parte, mentreche il resto della caldaia venne slanciatoin direzione opposta, traendo seco ad unacerta distanza il cilindro che faceva 1’of-fizio di fornello e nel quale erasi posta.
11 fuoco venne sparpagliato in ogni ver-so, il rumore fu simile a quello di un pic-colo mortaio da prova pienamente cari-cato ; si produsse poco vapore unito alfumo, e non trovaronsi che alcuni indiziidi acqua. Il fondo del bollitore venni 1slancialo a i5 piedi ed il bollitore a fipiedi. Il fornello del peso di zj 5 libbre