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Tomo XXI. [Supplimento.]
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554 Esposizioni!

il [mino Console avesse dichiarato esseresua intenzione per 1' avvenne di mutarele esposizioni in una specie di fiere, ove> manifattori potessero tutto insieme tro-vare una ricompensa onorifica ed unprezzo vantaggioso dei loro prodotti.

La terza esposizione tenne dietro im-mediatamente alla seconda, e fecesi al[lari di quella nella corte del Louvre nel1802. Vi si osservarono nuovi progressia tal che il Governo credette dover au-mentare il numero dei premii, ma fuspecialmente nel 1806 che l’esposizionesali ad un grado di magnificenza degnodelle più grandi solennità nazionali. Erastata disposta sulla spianata degli invali-di in vaste gallerie, ed il numero deiconcorrenti che vi si affollavano era die-ci volte più grande che nel 1801. Ven-tisei medaglie d’ oro, 64 d’ argento diprima classe e 54 simili di seconda clas-se, oltre a molte medaglie di bronzo emenzioni onorevoli, mostrano abbastanzaquale impulso avesse ricevuto l’industriasotto il regno di Napoleone . Disgrazia-tamente fu 1’ ultima di questo regno, efa duopo passare fino alla restaurazioneper trovare nell’esposizione del 1819,una memoria di quelle del 1802 e del1 806. Nagli anni 1823, 1827 e i834 sivide crescere il movimento dato all’ in-dustria nazionale dal primo Console Bo-naparte ed il numero dei concorrentinon cessò di aumentarsi, essendo statonel 1 834 doppio di quello che era nel1827.

Siccome però non vi ha cosa, per buo-na ed utile che sia, della quale non sipossa abusare, così sorsero grandi qui-stiuni anche sul proposito di questefeste industriali periodiche. Alcuni nonvidero in esse se non che un eccita-mento alla fabbricazione di alcuni pro-dotti di lusso di limitalo consumo, eduopo -è confessare che la maggior parte

Esposizioni!

dei manifattori considerarono troppospesso le esposizioni sotto questo a-spetto ; altri le stimarono inutili a moti-vo dell’ impossibilità di rappresentarvilo stato di tutta l’industria ; alcuni avreb-bero voluto che vi si ammettessero iprodotti stranieri, affinchè dal confrontosi potesse giudicare dello stato della in-dustria nazionale comparativamente col-1’ estera ; altri finalmente bramarono e-sposizioni permanenti ed un edilizio spe-ciale destinato ad esse assolutamente.La più importante riforma però onde ab-bisogni il sistema delle esposizioni indu-striali in molli paesi, consiste nell’ecces-siva indulgenza colla quale si ammettonospesse volte prodotti già da gran temponotissimi o di nessuna importanza, ilgran numero dei quali, fngombrando lesale, nuoce alPeffetlo dei prodotti miglio-ri, poiché 1’ attenzione trovasi così di-stratta, ed impedisce agli accorrenti diesaminare e conoscere i pregi degli og-getti veramente meritevoli.

Non può certo negarsi che ciascuna diqueste opinioni non abbia qualche partedi vero, imperciocché troppo spesso ifabbricatori sacrificano 1’ utile al piace-vole, e 1’ agiatezza agli sforzi dell’ arte ;sicché vedonsi spesso le esposizioni ab-bondare di curiosità industriali che nonsi meritano il nome di prodotti, quantun-que abbiano costato molto tempo e la-voro agli autori di esse.

Tutte queste cagioni però possonocontribuire bensì a scemare più o meno1’ utilità delle esposizioni industriali, ma-distruggerla certamente non mai. Se lescienze e le lettere hanno opere periodi-che, le quali registrano i progressi loro,è certo interesse della nazione e di tuttiin particolare il sapere quello che si fadall’ industria, e mal potrebbesi avereun quadro esatto de’ suoi lavori e deisuoi progressi, se non vi fossero un Ino-