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Tomo XXI. [Supplimento.]
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Estratti)

Estratti per ispremilura. Ottengonsiin tal guisa (l'ordinario dalle parti dellepiante ancor fresche pestando queste eridncendole in una specie di poltiglia ;poscia ponendole sotto uno strettoio inun sacco di tela e spremendole. Il succoche n’esce è torbido e spesso colorito inverde dalla clorofila o dalle particelleerbacee molto triturate dal pistello e chepassano con esso. Se lo chiarifica riscal-dandolo fino a 70 0 , nel qual modo f al-bumina vegetale si coagula e trae secole parti verdi, sicché feltrando poscia ilsucco se lo ottiene limpido e scolorito.Di raro però può farsi questa operazio-ne senza aggiungere un poco di acqua ameno di non sottostare a gravi perditedella materia estrattiva ; e quando pureomettasi questa aggiunta i succhi dellepiante contengono da sè delle piarli a-cquose, sicché ad ogni modo fa duopotrattare questi estratti allo stesso mododi quelli acquosi per concentrarli.

Estratti coll'acqua in istato natura-le. Ottengonsi questi mediante un’ infu-sione delle sostanze nell’acqua, che perlo più adoperasi calda, od anche me-diante una feltrazione, per la quale tornavantaggiosissimo 1’ uso dei feltro a pres-sione di Reai (V. feltro a compressio-ne). Talora ottengonsi anche gli estrattiacquosi mediante l’ebollizione nell’acqua,cioè con decozioni, nel qual modo si ot-tengono soluzioni più concentrate. Moltepiante non cedono all’acqua tutte le ma-terie solubili, se non che dopo lunga ebol-lizione, e d’ordinario per privamele inte-ramente è d’uopo farle bollire coll’acquarinnovata più volte. Gioverà adoperarein queste preparazioni acqua di pioggiao distillata, acciò non rimangano negliestratti sali stranieri.

Tanto gli estratti però ottenuti collaspremitura, quanto quelli preparati perinfusione o per decozione, devono con-

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centrarsi evaporando le parli acquoseche essi contengono. Rinnovando cou-tinuaincnte l’aria alla loro superficie pro-ducesi un sedimento molto abbondante,e ciò con sollecitudine tanto maggiorequanto più elevata è la temperatura ; seperò vuoisi afliettare l’evaporazione conun calore troppo forte, le qualità degliestratti si alterano più o meno facilmen-te, secondo la diversa loto natura. Av-viene spesso cbe, per mancanza di at-tenzione nel preparare un estratto, que-sto perde alcuna delle proprietà dellapianta che preme più conservare. Nellefarmacie, per preparare gli estratti, sievaporano d’ordinario coll’ebollimentotutte le soluzioni riunite, o prima le so-luzioni allungale, indi quelle più den-se mesciute alle altre, e si continua afar bollire il liquido finché acquisti qual-che consistenza : si evapora allora in unvaso più piccolo, posto sopra una cal-daia piena d’acqua bollente. Spesso nonsi prende nemmeno questa precauzionee si continua l’evaporamento a fuoco nu-do od a bagno di sabbia ; ma 1’ estrattocosi ottenuto trovasi spesso bruciato.

Perchè gli estratti conservino le pro-prietà efficaci della pianta è necessario :1.° adoperare una infusione o decozionequant’ è possibile concentrata, e perderepiuttosto parte della sostanza attiva, chediluire il liquore con acque di lavacroed alterare con una evaporazione pro-lungata le materie che vi si debbono tro-vare; 2. 0 evaporare il liquido in uno sco-dellino di porcellana molto largo, ad unatemperatura al più di 4° gradi ed anchemeglio più bassa. D’ ordinario si ottienel’estratto in forma di massa gialla e tra-sparente, e si trae dalla scodellino quan-do è ancora caldo e molle, dopo di chesi evapora con nuova soluzione. Gli e-stratti ottenuti con un metodo meno ac-curato. hanno spesso un colore quasv