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Tomo XXI. [Supplimento.]
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Estratto

fluido molto più suscettivo di penetrarenelle sostanze esposte all’azione di esso.Se poi a questa possente cagione 1’ altrasi aggiunga della forte pressione che sipuò ottenere dal vapore con tanta facili-tà, egli è impossibile non conoscere diquanto vantaggio abbia ad essere questamaniera di ottenere quegli estratti cuinon nuoca l’innalzamento di temperatu-ra a ciò necessario. Gli apparati che ab-biamo descritti all’ articolo colori diquesto Suppliamolo (T. V, pag. 254)ed a quello colla forte (T. V, pag. □ i 9)sono applicabili a qualsiasi sostanza, edadattandovi una valvula al tubo pel qualeha sfogo il vapore in maniera che nonsi apra che ad una data pressione, queglistessi apparecchii possono ugualmenteservire p»r una tensione superiore piùo meno dj quella atmosferica. Gli stessivantaggi che col vapore dell’ acqua sihanno pure con quelli dell’ alcoole.

Estratti aìcoolici. Preparansi questialla stessa guisa che quelli acquosi perquelle sostanze che sono solubili nell’al-coole e non nell’acqua. Così talora dallastessa sostanza oltengonsi due estrattidiversi trattando prima il tutto coll’acqua,poscia i residui coli’alcoole. La prepara-zione di questi estratti, come è ben natu-rale, riesce più dispendiosa, ma si puòrendere assai più economica, facendo inguisa di raccogliere l’alcoole che si eva-pora nella concentrazione. Non conten-gono essi gomma, nè quei sali che sonoinsolubili nell' nlcoole, ma della resina etalvolta un olio grasso.

In alcuni casi si ottengono estratti mi-sti trattando la materia vegetale primacoll’alcoole poi coll’ acqua ; evaporandoseparatamente le soluzioni fino alla con-sistenza di sciloppo, poi mescendole ac-curatamente e facendole evaporare dinuovo, sicché vieppiù si concentrino. Intal guisa le materie contenute nelle due

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soluzioni combinansi le une colle altre,sicché la massa diviene translucida edomogenea, e la resina proveniente dal-1’ estratto alcoolico, sciogliesi realmentenella massa di quello acquoso.

Estiatti con altri dissolventi. Moltealtre sono le maniere, e parecchii i dis-solventi che sovente si impiegano perottenere gli estratti. La maggior parteperò sono applicabili ad alcune di tali so-stanze in particolare soltanto, e perciòci limiteremo qui ad indicare, per un e-sempio, due maniere di estrarre la parteodorosa dei fiori, che è spesse volte unassai difficile assunto, usando come dis-solvente l’etere o la gomma.

I fiori di varie piante, come la giun-chiglia, il gelsomino, il falso gelsomino,il tiglio, l’amorino, la violetta, ec., ten-gono un odore soave ed anche moltoforte, ma il cui principio odoroso è sìfugace ed alterabile che non si erano po-tute finora acquistare che assai limitatenozioni sulla vera natura di esso. Ponen-do questi fiori a seccare all’aria libera, illoro odore svanisce a misura che perdo-no la loro acqua ili vegetazione. Assog-gettandoli alla distillazione con acqua,non ottiensi per solito che un prodottodi odore scipito. Brougniart giunse adisolare l’afroma della giunchiglia in formadi olio volatile giallo in modo sempliceed ingegnoso, trattando i fiori freschi col-1'etere nell’apparato di diseccamento.Poscia non fecesi altro saggio intornoagli aromi. Kecentemente Buchner, ilfiglio, di Monaco, fece nuovi sperimen-ti col metodo di Brongninrt su altri fiorie trovò : 1 che si può isolare 1’ ai ornadel Philudelphus coronaiius in formadi olio giallo volatile; a.° che non si puòisolare allo stesso modo 1’ aroma del ti-glio e dell’ amoiino, perciocché 1’ eterecaricasi in pari tempo di una grandequantità di cera e di cloro fila contenuta