Band 
Tomo XXI. [Supplimento.]
Seite
367
JPEG-Download
 

Etere

che si rapprende a 4&° dopo essere sla-to fuso senza aequa e soltanto a 5i°5quando si è fuso coll’acqua ; raffreddan-dolo lentamente cristallizza in pagliettesottili. Si ottiene saturando coll’idratodi barite gli acidi grassi che risultanodalla decomposizione del sapone di ce-tina (V. questa parola), separando tutto1' eccesso di idrato con lavacri di acqua,lasciando asciugare il tutto e versandovisopra dell’alcoole freddo o dell’etere chescioglie Telai, e lascia il sapone di barite.Distillasi il liquore spiritoso e rimaneTelai. Si può facilmente distillarlo tantosolo che coll’acqua e spogliarlo così dal-le sostanze straniere che vi fossero me-sciute. Arde come la cera ; immerso nel-T acqua si imbianca alla superficie senzadisciorsi. L’alcoole a 0,812 lo disciogliein ogni proporzione alla temperatura di54° ; si può fonderlo con un altro gras-so o cogli acidi grassi. Secondo T ana-lisi di Chevreul , è composto di 79,7660di carbonio, 13,9452 di idrogeno, e6,2888 di ossigeno. Chevreul gli diedeil nome d’ etal formandolo delle dueprime sillabe delle voci etere ed ai.cooi.e,avendo trovato molta analogia fra quelledue sostanze e T etal II peso atomico diquesto si è i535,i55. (Berzelio.)

ETERE. Le prime ricette per la pre-parazione dell’ etere vennero date nellafarmacopea di Valerio Cordo pubblicataa Norimberga nel i54o ed insegnaronoa prepararlo coll’acido solforico, dando-gli il nome di oleum vitrioli dulce. Sol-tanto 190 anni dopo Frobenio sostituì aquesto nome quello di etere, e richiamòl’attenzione dei chimici su questa sostan-za. In appresso si conobbe che tutti gliacidi molto concentrati potevano colf azione sull’ alcoole produrre T etere, matuttavia quello ottenuto coll’ acido solfo-rico rimase sempre il più interessanteper T industria ed il più economico ad

Etere 367

ottenersi. Perciò di questo a preferenzaci occuperemo in questo articolo, tantopiù che tranne alcune leggere differenzele proprietà degli eteri sono presso a po-co le stesse, variando soltanto più chealtro le loro proprietà fisiche.

Riferiremo qui alcune osservazioni diFrancesco Duprè sul modo migliore daseguirsi nella fabbricazione dell’etere, lequali, per T importanza dei risultamentisui quali diconsi essere fondate, sem-branci di molta importanza.

» In una nota al Dizionario ( T. V,pag. 3g3) mostrammo stupore che i fab-bricatori di prodotti chimici non siensimai avveduti di seguire un metodo erro-neo nella preparazione dell’etere solfo-rico , benché la giornaliera esperienzadovesse averneli illuminati. Da oltre aoanni, quando ci dedicavamo specialmen-te a simili studi, avevamo conosciuto chel’acido solforico non decomponevasi pun-to in tale occasione; e che, usate certeavvertenze, una data quantità d’acidoindefinitamente serviva a preparare l’e-tere. Dicemmo che attendevamo di tro-vare nell’ opera di Berzelio confermate lenostre sperienze, e, al contrario, nel se-sto volume, giuntoci poscia, trovammo dalui pure ammessa la parziale decomposi-zione dell’acido solforico in acido solfo-vinico. Invece, noi dicevamo che l’acidorimane inalterato ; cioè che una dataquantità di acido solforico tramuta inacqua ed in etere una quantità di al-coole maggiore di ogni assegnabile. Nonpotemmo però nè possiamo annuire alledottrine de’ sapientissimi uomini che nehanno tanto solertemente trattato da cir-ca mezzo secolo. Anche. Thcnard, nel-Tultima edizione dell’ opera sua, affermapositivamente che, tra limiti ristrettissi-mi, T acido solforico converte T alcoolein etere. Ma Berzelio, in questo caso, siriferisce all’altrui sperienze, non alle prò-.