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prie ; nè diversamente potremmo certosapere quanto ignora il gigante dei sa-pienti di questa età.
» Ecco la teorica ammessa dall'insigneSvedese. « Quando si mesce l’acido sol-» forico coll’alcoole, formasi da una par-li te dell’ acido solforico più acquoso, e,» dall’altra, dell’acido solfovinico. Coll'e-» bollizione del miscuglio 1’ acido solfo-» vinico si decompone ; il carburo dii-» drico (gas olefico), eh’ è uno de’ suoi» componenti, combinasi ad una quantità» d’alcoole e ne risulta dell’etere ; in tal» guisa 1’ acido solfovinico diminuisce a» proporzione sempre più nel residuo.» Hennell ha il merito di aver data il» primo la spiegazione di questo feno-li meno, la quale venne poi raffermata e» ricevette incremento dalle belle spe-li rienze di Serullas ».
» Ma Berzelio indica di lì a poco unmetodo di Boullay per comporle l’etere,e lo giudica preferibile ad ogni altro. Enotabile riferire egli stesso che con que-sto metodo non formasi più acido solfo-vinico, il che esclude evidentemente lasuddetta teorica di Ilennell : dice inoltre,che si può benissimo aggiungere nuovoalcoole e ottenere una quantità d’ eteredoppia di quella che si soleva ottenere.Non parlasi in alcun luogo della consi-derabile quantità di acqua prodotta.
» Indicammo il metodo seguito da noinella nota citata. Nei piccoli saggi diun’ operetta matematica , di cui diemmoil programma nel 1826, trovasi purequesta inezia; e si prova potersi porrein commercio 1’ etere al prezzo di unfranco la libbra; il che aiuterebbe mol-to alla pirotecnia, per 1’ azione veementedel cannello alimentato dall’ etere gaso-so, nonché alle indagini e alle arti chi-miche, e forse anche meccaniche, ove sipotesse usare la tensione dell’ etere co-me forza motrice in qualche meccanismo
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particolare; ma nulla poi venne stampa-to, perchè assai penosi problemi dovem-mo quindi risolvere. Soltanto diremo,per giustificazione della Nota, che, seb-bene le altrui sperienze affatto discordi-no dalle nostre, queste peraltro si accor-dano perfettamente colla teoria.
» La composizione dell’alcole pubbli-cata da Berzelio è la seguente:
Idrogeno.12,896
Ossigeno. 34,354
Alcoole 100.
» La composizione dell’etere, da tener-si per indubitata quanto quella dell’ al-coole, stabilita da Berzelio, è questa:
Idrogeno.* 3,35
Ossigeno. 2 i ,36
Etere 100.
» Or si componga l’etere cogli elementidell’alcoole, e si osservi che cosa rimane,senza ricorrere alle complicatissime ideedi Ilennell e Serullas, cioè alla decompo-sizione dell’acido solforico e dell’ alcooleper comporre 1’ acido solfovinico, poi aquella dell’acido solfovinico per formarel’etere. La quantità 52 , 65 o di carbonioesistente in too di alcoole, combinatacolle rispettive proporzioni d’ idrogeno10,746, e di ossigeno, 17,219, compor-rà 80,61 5 di etere. Le ig ,585 parti re-sidue sono :
Ossigeno. 17,235.
Adunque le quantità eccedenti di idro-geno e di ossigeno contenute nell’ al-coole, dopo la più semplice formazione