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Tomo XXI. [Supplimento.]
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3?4 Etbre

nel reclplante i ^ per cento di un oliobruno, p;irle viscoso, parte lamelloso,cristallino ; la parte cristallina è solubilenell’alcoole, mentre la parte viscosa nonsi discioglie che nell’etere. Il rimanenteconsiste in un miscuglio di gas idrogenopercarbonato, di gas idrogeno bicarbo-nato, di gas ossido di carbonio, e tuttoal più di i per cento del miscuglio gas-soso di gas acido carbonico.

L’ etere infiammasi facilmente, anchea una certa distanza da un corpo in com-bustione, e si può parimente infiammarlocolla scintilla elettrica. Questa facilità diinfiammarsi e la sua grande volatilitàrendono assai pericoloso il travasar 1' e-tere in un luogo ove siavi del fuoco oduna lucerna; anche la preparazione diesso presenta grandissimi pericoli se nonsi hanno le precauzioni necessarie a bencondensarlo ; possonsi citare molti emolti accidenti prodotti dall’ infiamma-zione di questo liquido, e recentementeperì vittima di un accidente di tal fattaPolidoro Boullay, giovane chimico chedava di sè le più belle speranze. L’eterearde con una fiamma lucente e fuliggi-nosa, senza lasciare residuo. 11 vaporeetereo, mesciuto con dieci volte il suovolume di gas ossigeno, brucia con unaviolenta esplosione, assorbendo sei volu-mi di gas ossigeno, e producendo quat-tro volumi di gas acido carbonico. Se ilgas ossigeno, o 1’ aria atmosferica, con-tiene più del terzo del suo volume dietere, la combustione è incompleta ,quando si fa passare la scintilla elettricaattraverso il miscuglio di ossigeno e dietere; e il miscuglio d’aria e d’etere ri-mane intatto.

Al contatto dell’ aria, 1’ etere si alteraa poco a poco ; ne assorbe l’ossigeno, econvertesi a grado a grado in acido ace-tico e in acqua. Questo cangiamento av-viene più prontamente mediante il calo-

EfEItE

re, e formasi dell’ acido acetico quandof‘assi semplicemente bollire l’etere al con-tatto dell’aria. L’esistenza di questo aci-do non può venire tosto scoperta, poi-ch’ esso si combina coll’ etere non de-composto, per modo di produrre dell’e-tere acetico. L’etere non incomincia adoffrire reazioni acide che quando questomutamento fece progressi. Dietro ciò sicomprende essere difficile conservareP etere in modo che non si formi etereacetico. Deve chiudersi in vasi pieni ebene otturati , che mettousi in luogofresco.

Lo zolfo sciogliesi facilmente nell'ete-re, anche a freddo. La soluzione è senzacolore; il suo odore e il suo sapore vifanno riconoscere del gas idrosolforico.Si può mescerlo con una piccola quan-tità d’acqua senza ch’esso abbandoni delzolfo. Contiene all’incirca o,oi5 di zol-fo. All’aria, si acidifica, e allorché lo sievapora lascia il zolfo in forma di aghet-ti. L’etere scioglie un poco più di fosfo-ro cioè 2 -j per cento del proprio peso.La dissoluzione è scolorita e luminosanella oscurità. Ail’aria acidificasi e, me-scendolo coll’ acqua o coll’ alcoole, ab-bandona del fosforo ; se, dopo averestillata metà dell’etere, si lascia lentamen-te freddare il residuo, il fosforo si depo-ne in cristalli. L’iodo si discioglie nel-1’ etere; nella soluzione eh’è bruna for-masi a poco a poco dell’acido idroiodico,L’ etere scioglie il bromo con molta avi-dità; separa pure l’acqua da questo cor-po, assumendo un color rosso-giallastro.La potassa caustica, messa in contattocolla dissoluzione eterea, s’impadroniscedel bromo. Una soluzione di bromo nel-l’etere, abbandonata per alcuni giorni asé stessa, perde il suo colore ; allora essacontiene dell’ etere bromato e dell’acido-idrobromico.

L’ etere e 1’ acido nitrico si decom-