Evaporazione
libera la comunicazione eoli’ esterno, ilvapore (li mano in mano caccerà liuuiquasi tutta 1' aria contenutavi; e quandoil vapore medesimo si vedrà uscire, al-lora chiudendo la comunicazione col-l’aria esterna, ed aprendosi in vece quel-la coll’ altro recipiente, ed al tempo stes-so deviando il nuovo vapore che siproduce, quello che aveva riempito il pri-mo recipiente ritornerà in istato liqui-do per la scemata temperatura, massi-me se arlifrzialmenle si raffreddi ester-namente col farvi scorrere sopra un ve-lo di acqua frcsci^ Allora si formerà unvuoto nel primo recipiente che viene oc-cupalo dall’ aria contenuta nell’ altro, incui, supposta uguale la capacità, l'aria siriduce in questa prima operazione allametà di densità o pressione, sicché ri-petendosi l’operazione, non ve ne reste-rà che J\, 7s, '/.e, 77, VC 4 , 7’i*o,
1 7 * 56 . Abbiamo supposto, per maggiorechiarezza che i due recipienti contenga-no uguale volume d’aria; ma è chiaroche, per esempio, anche in una vastastanza cui sia praticata un’apertura dachiudersi con una lamina metallica benapplicata, e nella quale possa introdursiuna persona per collocarvi e disporvi, coustudiata economia di spazio, i vasi, e lematerie da diseccare, si può fare in modoche uuu vi rimanga che un piccolissimospazio occupato dall'aria ; così se questospazio fosse soltanto la quarta parte diquello dell’ altro recipiente, nella primaoperazione si ridurrebbe l’aria della den-sità di 7> , nella seconda di 7z5» e nel-la terza di 7 ‘a 5. e nella quarta di 'f bi 5Ma si applichi il vapore immediata-mente per ottenere questo vuoto, 0 los’impieghi come motore di uno stan-tuffo, a guisa di macchina pneumatica,limane ancora a sapersi se nel disecca-mento finora praticatosi col solo innal-zameuto di temperatura sulle diverse so
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stanze destinale per alimento delibasi so-lo a difetto del metodo attribuire l’altera-zione che subiscono queste diseccandosi.Se si eccettuino alcuni succhi che hannobisogno d’essere condensati per conser-varsi, in generale però si osserva che tut-te le altre sostanze spogliale di una certadose di umidità, quantunque non sienoportate ad un’alta temperatura, e l’eva-porazione si compia prontamente , eprima che le sostanze cominciato abbia-no ad entrare in putrefazione, o in qua-lunque siasi fermentazione, si osserva, di-ciamo, che non hanno più il primiero sa-pore, nè lo riacquistano col ridonar loro1’ acqua perduta, perché quell’acqua en-trava prima come parte componente, ocostituente la sostanza medesima; la qua-le umidità una volta sottratta, le partidella materia rimasta fra loro riavvicinateentrano in diverse altre combinazioni chene alterano il sapore, e forse anche lafacoltà nutritiva. Succede allora, comevediamo avvenire, per esempio, ai vini,alle uova, alle frutta, i quali dacché arri-vano a gelare, si guastano irreparabil-mente, perchè l’atto della congelazionesi può riguardare in questo caso comeuna sottrazione dei succhi congelati al ri-manente della sostanza ; e ciò indipen-dentemente dalla disorganizzazione mec-canica procurala in alcuni corpi dell’ e-spansione che acquistano i liquidi acquo-si gelando.
AH’ articolo conservazione abbiamoveduto in questo Supplemento come Ap-pert in Francia abbia da varii anni mes-so in pratica un altro spediente per ser-bare lungo tempo ogni sorta di vivan-de, o di bevanda, serbando loro quasitutte le proprietà che hanno nello stato na-turale di freschezza. Questo metodo, delquale egli si dichiarò inventore, e che ri-scosse dall’Istituto di Parigi , e dai Gior-nali scientifici infiniti encomi, vedemmo