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Tomo XXI. [Supplimento.]
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398 Evaporazione

già posto in pratica in Italia da molti an-ni prima, senza che Appert v’abbia fattoessenziali cangiamenti. Per accertarsenesi legga il breve articolo, che a questoproposito trovasi nel Giornale scientifi-co di Torino dell’anno i78g,pag. 197.Maniera di avere i piselli verdi tuttol’anno « Si raccolgono i piselli alla lorostagione e separati dalla siliqua si metto-no in una forte fiala di vetro, che si ot-tura esattamente con sughero; ciò fattos’ immerge la fiala nell’ acqua calda inmaniera che 1’acqua sopravanzi l’orifi-zio della fiala ; allora si fa lentamentebollire l’acqua per qualche tempo; si le-va allora la fiala dall’acqua e si conservain luoghi freschi ; i piselli si mantengo-no così freschi per tutto 1’ anno. «

Del freddo prodotto dalV evapora-zione. Abbiamo più volte indicato in que-sta opera che quando una sostanza li-quida passa allo stato di vapore coll' e-bollizione tutto il calore che gli si comuni-ca, diviene latente: e compare di nuovoquando il vapore ripassa allo stalo liquido(V. vapore). Ora siccome abbiamo vedutoche il vapore si forma a tutte le tempe-rature, e che la temperatura più freddae più calda cambia soltanto il suo gradodi elasticità e densità; così dietro questaanalogia dobbiamo prevedere che si fa-rà pure a ciascuna temperatura una sot-trazione di calore dal liquido quando ilvapore si formerà ; questo è quanto vie-ne confermato dalla esperienza. Per assi-curarsene bisogna isolare la massa liqui-da, sulla quale si opera, affinchè questasta obbligata di trarre da sè stessa il ca-lore che 1’ evaporazione dee togliergli,il che produrrà necessariamente un ab-bassamento di temperatura. Tale è pre-cisamente 1’ effetto dei vasi spongiosidelti ai.carrazas (V. questa parola); equesto effetto è ancora agevolato dallacorrente d aria che porta via il vapore a

Evaporaci ore

misura che si forma. Di là risulta unaevaporazione abbondante, la quale e&i^ge una corrispondente quantità di ca-lore ; ma il vaso essendo isolato, questaquantità non può aversi che a spesedell’ acqua medesima, ed in tal guisa latemperatura di questa s’abbassa di moltigradi.

Non e però possibile isolare affattoun liquido, sicché non riceva inces-santemente, in forza dell’ equilibrio ditemperatura, per mezzo del calorico ra-diante, e dell’ aria ambiente, urrà dataquantità di calore che ^pnde a compen-sarne le perdite. Anzi lo stesso freddoprodotto nel liquido della corrente d’a-ria viene limitato dalla temperatura me-desima più alta o propria di questa aria;e pel che nasce finalmente uno statodi temperatura stazionario nel liquidostesso proveniente dalla medesima cau-sa, cioè dalla rapidità con cui la cor-rente d’ aria permette la formazionedi nuovo vapore, promovendo con ciòl’abbassamento di temperatura ; e dallarapidità medesima con cui 1’ aria comu-nica al tempo stesso il suo proprio calo-re al liquido evaporante. Perciò un li-quido che evapora, non raffreddasi in-definitivamente.

Si può produrre un freddo consimileavvolgendo la bolla di un termometro inuna spugna bagnata, che si espone inseguito al sole ; perchè se si osserva ilgrado che questo termometro indicaquando è immerso nella spugna ed al-l’ombra, quando poi si espone in segui-to al sole se lo vede abbassarsi conside-rabilmente.

Per quanto però semplice sembri que-sto sperimento, pure presentò esso effet-ti conlrarii ad altri fisici, e fra questi alnostro Bellani, il quale oppone ad essogli esperimenti che seguono.

Se si mette un bicchiere d’ acqua al