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Tomo XXI. [Supplimento.]
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4°6 Evaporazione

donare la ciotola, tirasi indietro il cuneocol pollice e la pinzetta si stacca dal ma-nico. Abbiamo descritto questo piccoloutensile per la sua ingegnosa costru-zione, e perchè trovasi assai comodonelle operazioni chimiche, potendosi conuna simile ciotola e una lampana a spi-rito di vino ottenere in pochi minutidell’acqua bollente.

Le ciotole di stagno servono di radoin chimica; i farmacisti le adoperano perevaporare gli estratti dei vegetali. Con-viene in tal caso che sieno di una certaprofondità.

Le ciotole di piombo sono di un usoassai esteso. Non vengono intaccale cheda pochissimi acidi ; non v’ ha che l’aci-do nitrico e un poco l'aceto che agiscanosopra di esse; questi stessi acidi le in-taccano pochissimo quando sono mesciu-ti con acido solforico o con qualche sol-fato. Perciò si possono evaporare in essemoltissime dissoluzioni, tranne gli alcalicaustici e i sali metallici che vengonoprecipitati dal piombo, come sono quellidi argento e di mercurio; queste ciotoleperaltro non si adoperano che in gran-de. Sono proscritte in farmacia, a ca-gione della possibilità che abbandoninoun poco di piombo sui medicamenti chesi preparassero con esse. Nei grandi la-boratoi, le ciotole di piombo sono quasiindispensabili, a cagione della facilità concui il vetro e la porcellana si romponotra le mani di persone poco esperte,quando si riscaldano o si raffreddanosenza precauzione. Per altro non si puòevaporare a secco nelle ciotole di piom-bo, perchè si fondono facilmente. Si co-struiscono col piombo laminato.

I bacini e le caldaie di rame non siadoperano che in grande.

Si ottengono facilmente delle ciotoledi vetro [(rendendo dei matracci e dellestorte rotte, c tagliandole ad altezze di-

Evaporazione

verse ; o prendonsi anche vell i da orolo-gio più o meno grandi, i quali possonoservire ad uso di ciotole. I vasi di vetroa fondo piatto non convengono, perchèsi rompono quasi sempre nell’ evapora-zione. Non può neppure servire un vasoche abbia il fondo di grossezza inegualeperchè è soggetto a rompersi. Devesianche aver presente di non evaporare asecco in vasi di vetro ad una tempera-tura che arrivi ai :oo°, perchè in talcaso il vetro si rompe infallibilmente, amotivo che qualche punto divenendosecco e caldo, mentre in un altro puntoal di sopra si condensano i vapori iu li-quido, quando qualche goccia di questotocca un punto assai caldo il vetro sirompe. Conviene ugualmente, evaporan-do in vasi di vetro avere attenzione chele parti asciutte al di sopra del liquidonon si riscaldino, altrimente il menomomovimento del liquido stesso fa rompereil vetro. Finalmente, togliendosi un vasedi vetro dal fuoco, massime se abbia unaforma emisferica, non conviene prender-lo per l’orlo, ma per di sotto, affinchè lapressione esercitata sull’ orlo non facciafendere la ciotola di alto in basso.

Le ciotole di porcellana sono, dopoquelle di platino, d’un uso assai como-do. Si possono sostituire alle ciotole al-tri simili vasi destinati ad altri usi. Per-altro non conviene evaporare lunga-mente le dissoluzioni acidissime nelleporcellane della China, poiché lo smaltonon resiste e il fondo del vaso si coloraquando si evaporano dissoluzioni metal-liche. Le fabbriche di Parigi e di Berli-no fanno presentemente ciotole di por-cellana di ogni dimensione e di eccel-lente qualità. Lo smalto resiste lunga-mente senza essere intaccato, e vi sipossono evaporare a secco materie sali-ne senza che la ciotola si rompa. Quan-tunque queste ciotole si fendano neces-