4«8 KvironAiioxE
vaso non si riscaldi oltre ioo°, allri-inente il vapore acqueo prodottosi infe-riormente cagionerebbe delle forti scos-se, dalle quali verrebbe slanciata fuoriqualche porzione della massa : quindisituisi ricorrere allo spediente di porrela ciotola evaporatoria sopra un sostegnoobliquamente, e dirigere la fiamma dellalampana su quella parte della ciotolache è al di sopra del precipitato, nelqual modo l’evaporazione procede conmolta facilità ; ma non conviene obbliareche quando il liquore si abbassò a segno
Evaporazioke
del cabile, per evaporare in uno spaziochiuso. Questa è quasi una distillazione,e si ottiene facendo passare sul liquidouna corrente di qualche gas, come il gasidrogeno, e più di rado il gas acido car-bonico. Il liquore mettesi in una stortatubulata B ( fig. g ), munita di un reci-piente C, lutato ed ugualmente tubula-to. Il gas che si sviluppa da un fiascoordinario A, entra per un tubo, comeindica la figura, a poca distanza dallasuperficie del liquido. Il tubo entra asfregamento a traverso d’un sovero, ed il
che 1’ orlo di esso incontri il calore rlellajgas esce dall’apparato pel tubo D intro-fiarnma, questa deesi dirigere al di sotto dotto nella tubulatura del recipiente. Sio al di sopra, perchè altrimente una por- riscalda la storta al grado conveniente. Ilzinne della massa salina si diseccherebbe!gas introdottovi trasporta i vapori acqueinel sito più caldo della ciotola, quindbmolto più presto che non si farebbe consi staccherebbe e cadrebbe fuori, men-juna semplice distillazione. Si evaporanotre invece, dirigendo la fiamma ad una a tal modo le dissoluzioni delle sostanzecerta distanza, quest’effetto non può più a basi di zolfo o dei sali di zolfo, e inavvenire. Si possono anche evaporare a generale quelle sostanze tutte che si os-
tai modo i liquidi che tendono a pro-durre delle efflorescenze che si solleva-no sulle pareti del vaso, perchè in talcaso il liquido viene evaporato dal caloreche emana dalle pareti suporiori.
Talvolta si fa anche l’evaporazione inveri chiusi, senza però estrarre l’aria daquelli per sottrarre le sostanze da eva-porarsi dall’azione chimica che può ave-re su di esse 1’ aria, ma non già dallapressione di questa. Alettesi allora la so-stanza sotto ad una campana sopra unatavola di legno verniciala o sopra unpiatto di porcellana : anche in questocaso, come nel vuoto, 1’ evaporazione sieffettua più rapidamente se la si opera aldi sopra d’un vasH.che contenga dell’aci-do solforico. Si dà a questo apparato ilnome di disecrtitore. E raro che otlen-gansi dei cristalli nel vuoto, perchè I’ e-vaporazione è troppo pronta, ma se neottengono facilissimamenle nel disecca-tore. Si adopera ordinariamente 1’ aiuto
sidano facilmente all’ aria, e che non sipossono porre sotto il recipiente dellamacchina pneumatica, perchè le esala-zioni volatili e corrosive che se ne svol-gono potrebbero intaccare la macchinae le sue parti.
Dell'evaporazione di piccole quanti-tà nel vuoto. La sostanza che vuoisi e-vaporare si pone sotto la campana d'imamacchina pneumatica, a canto o al di so-pra di una ciotola piana, che, secoudole circostanze, contenga dell’ acido sol-forico concentrato, del cloruro di calciofuso e grossolanamente pesto, della pol-vere grossa di potassa calcinala, od altrasimile sostanza. Non si fa immediata-mente un vuoto perfetto sotto la cam-pana, perchè potrebbe accadere che l’a-ria contenuta nel liquido si sviluppassecon tanta forza da produrne l’ebollizio-ne, e slanciarlo fuori del vaso. Perciò sitralascia di estrarre 1’ aria quando il ba-rometro indica circa due pollici di gres-