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Tomo XXI. [Supplimento.]
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/[ ij \ Fabbro

Tulio il coman<lo si fa con segni, edecco in qual maniera se lo faccia ordina-riamente.

Il capo tiene nella mano destra unmartello che può avere il peso di duechilogrammi; postosi il ferro sull’incu-dine esso batte un colpo ; 1’ attentogarzone fa cadere il suo martello, chepuò pesare G chilogrammi e che tienead ambe mani, nel punto stesso ove ilcapo ha battuto. Se il capo ha battutoforte egli fa lo stesso: se ha battuto leg-germente modera il colpo. Se il capo bat-te di traverso, il garzone batte del pari;se inclina il martello per istirare il metal-lo, il garzone fa Io stesso, e così del re-sto. In ogni caso il garzone rialza tosto ilmartello affinchè il capo possa batterealla sua volta. Questi gira il ferro chetiene colla mano sinistra e fa cadere icolpi del suo martello dove stima piùconveniente per Squadrare o rotondareil suo ferro. Quando vi sono parecchiigarzoni che battono, il capo lascia frasuoi colpi un intervallo sufficiente ditempo perchè tutti i garzoni possanodare in turno il loro colpo ; e quandovuole far cessare, poggia il suo martellosopra l 1 incudine, oppure dà un segnocolla voce, come oh, se trova utile dicontinuare a battere solo per qualchetempo per raddrizzare il ferro. Si deebattere il ferro finto a che è caldo, equando imbrunisce si dee cessare sottopericolo di rendere il ferro sfoglioso, e sedee subire degli altri caldi conviene ri-metterlo tosto nel fuoco, poiché quantomeno se lo lascia raffreddare tanto piùfacilmente se lo conduce al grado con-veniente di calore per poterlo ben lavo-rare. Non si dee batterlo tosto a grandicolpi- per la bollitura, ma cominciare alcontrario con piccoli colpi affinchè laparte ossidata se ne stacchi e voli a gui-sa di scintille.

Fabbro

Quando il fabbro vuole tagliate dellegrosse spranghe, vi pone sopra di tra-verso un tagliuolo sul quale il garzonebatte col martello. Se vuole fare unbuco, ha punzoni temperati i quali po-ne sul ferro rovente che vuole buca-re, lenendoli in posizione verticale, me-diante un manico fatto appositamente,e sui quali batte o fa battere. Se vuoleconservare tutta la forza del ferro a-dopera un punzone appuntito il qualene separa soltanto le fibre : ma per lopiù il punzone ha la cima piatta e cac-ciasi dinanzi il ferro invece che aprir-lo ; dopo avere cacciato il punzone dauna parte volge il ferro e lo caccia dal-l’altra, facendo così uscire un cilindrodella grossezza del foro. Comprendesiche in tal guisa la spranga viene inde-bolita mentre invece ccl punzone ap-puntito non levasi nulla di ferro e for-matisi sulla spranga da ciascun lato delforo due rigonfiamenti i quali non si for-mano coi punzoni senza punta. Comeè facile prevederlo, i tagliuoli, e massi-me questi punzoni che entrano nel ferrorovente, ben tosto si stemperano ; quindiè che devonsi lasciate meno che sia pos-sibile a contatto col ferro rovente e tuf-farli nell’acqua ogni volta che se ne le-vano. Malgrado queste cure prontamen-te si stemperano, ma il fabbro può sem-pre riparare a questo inconveniente tem-perando i suoi utensili di tratto in tratto,dopo averli foggiati col suo martello, e<1occupasi di ciò mentre che il ferro siriscalda.

Sono qui da notarsi due metodi chepossono in alcuni casi tornare utilissimi1’ uno per tagliare, 1’ altro per forare ilferro. Il primo, proposto particolarmenteper la ghisa, ma che stimiamo applicabi-le a qualsiasi specie di ferro ed a quellipiù crudi particolarmente, consiste nel-U arroventarli più o meno, e quindi se-