/(fio Fagiuoli
I fagiuoli adunque propriamente dettidistinguonsi in molte specie essendovi ilJ’agiuolo galletto , il Jagiuolo nero ed ilJ’agiuolo galletto giallo , le quali tre spe-cie diconsi arrampìchìni e coltivansi piùfrequentemente ; il J'agiuolo minore ,quello senza filo ottimo per manicaretti,quell» tristo , quello rigato che abbon-da a Bologna, quello di Spagna , quelloinglese , quello maiolichino; tutte le qua-li specie sono arrampicantesi. Inoltre viha il J'agiuolo romano , il turco che èferacissimo, primaticcio, ed il più colti-valo in Lombardia ed in una parte del-lo Stato romano, il Jagiuolo varese , ildorato ed il verde.
I fagiuoli coltivansi negli orti e tal-volta ancora in grande nelle campagne.In generale abbisognano tutto insiemedi un certo calore per maturare debita-mente e di freschezza nel suolo per man-tenere la loro rapida e lussureggiante ve-getazione. Sono quindi piante spellantipiuttosto al mezzo-giorno che al norie,e cjuanto più si va avvicinandosi a que-sto meno bene riescono nelle campagne,limitandosi la loro coltivazione negli ortie nelle migliori esposizioni. Giova loroparticolarmente un terreno leggero enulla ostante nutritivo e fresco. Nelleterre argillose la loro coltivazione riescepiù difficile e quasi sempre meno pro-duttiva, dando essi pochi semi, perchèfioriscono meno abbondantemente, ed iloro fiori sono sempre soggetti ad intri-sine. Nelle terre sabbio-calcari i fagiuolidanno prodotti molto abbondanti se puòfecondarsi il calore naturale di que-sta specie di terreni, con inaffiamentiod irrigazioni. L' noto che le terre ges-sose hanno 1’ inconveniente di produr-re legumi tanto più difficili a cuocersiquanto più esse abbondano di solfato dicalce.
Qualunque sia l'aridità naturale del
Fagiuoli
suolo giuguesi sempre a renderlo attoalla coltivazione dei fagiuoli, conciman-dolo e tenendolo umido, poiché l'acquaed il calore sono i due più validi agentidella loro bella vegetazione Là dove na-turali filtrazioni inumidiscono lo stratoinferiore del suolo durante i calori esti-vi fino a portala delle radici, come benespesso si ossei vajnella Toscana , nel sud-est della Francia ed in molli altii luo-ghi, terre ghiaiose che sarebbero rima-ste infeconde, divengono di una prodi-giosa fertilità, specialmente pel preziosolegume onde ora parliamo. Nei ten e nileggeri due arature bastano a preparai li,dandosi la prima in autunno o durantel 1 inverno alquanto profonda, dovendosiaver presente che quanto più grosso sa-rà lo strato di terra rivoltato, meglio simanterrà la freschezza nei tempi di sicci-tà ;la seconda aratura serve a sotterrarei letami ed a disporre il campo a riceve-re la semina, e dee penetrare tanto menoinnanzi quanto più permeabile è il suo-lo, e quanto più prontamente per con-seguenza le acque pluviali potrebberotrascinare seco i succhi nutritivi al di làdel tratto ove giungono le barbicelledelle radici. Nelle terre più compattespesse volle sono indispensabili tre ara-ture. Crediamo inutile d’avvertire qui lanecessità di cominciarle prima dei grandigeli per ben preparare questa sorta diterreni e fare con economia le successi-ve operazioni ; si sa generalmente cheuna sola aratura d autunno fatta a tempoequivale sovente a molte altre.
Tutti i concimi convengonsi ai fagiuo-li. Quanilo la terra sia eccessivamenteleggera il letame bovino le dà qualcheconsistenza, ed è per tale motivo dapreferirsi. Le terre che facilmente riscal-dansi non hanno bisogno di concimimolto attivi ; ma è 1’ opposto delle ar-gille compatte, naturalmente fredde, sulle