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Tomo XXI. [Supplimento.]
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a degenerare die quelle di un anno.Tanto meno [lussiamo negare tale asser-zione che questo fatto fisiologico noné 1’ unico che si presenti nella praticacoltivazione, e che conosciamo noi stessivarii esempii analoghi ; ma d’altra parteabbiamo potuto assicurarci che sarebbepericoloso di volerne spignere le conse-guenze troppo oltre ; poiché nou solo ifagiuoli invecchiati nascono più lardi eproducono meno, ma nella maggior par-te dei casi, si può conoscere la propor-zione decrescente della loro forza vege-tativa alla tinta gialla della loro nascentebarbiceli» e delle foglie seminali.

Coltivatisi i fagiuoli in due modi: oin buche, ciascuna delle quali contienesei a otto semi disposte a scacchieraalla stessa guisa che pei piselli, le lenti,ec. o in linee, la distanza ira le quali sistabilisce secondo le varietà che si col-tivano e lo sviluppo più o meno grandeche hanno a prendere relativamente allafecondità del suolo. Le seminagioni inbuche sono quasi le sole adottate negliorti, ed hanno principalmente il vantaggiodi agevolare 1’ uso dei letami fangosionde si coprono, e delle paglie che usan-si in alcuni luoghi, con un buon esitodel quale non si fa il conto che si do-vrebbe, conservandosi la freschezza aipiedi delle giovani piante ; nella coltiva-zione in grande però questi vantaggi,dell’ ultimo dei quali può partecipareanche la seminagione in linee, non com-pensano più gravi inconvenienti, qualisono la lentezza della operazione, la im-possibilità di far uso in appresso dellazappa a cavallo per le intraversalure e1 accumulamento delle [dante su alcunipunti soltanto del suolo, le quali possi-bilmente dovrebbero essere cinte d ’o-gni parte d'aria e di luce. La seminagio-ne in solchi 1’ uso della quale già moltodiffusosi da alcuni anni, e si estenderà an-

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cora più a misura che prevarrà l’usadei seminatoi, riunisce meglio tutte ledesiderabili condizioni. Hugues dimo-strò viemmeglio questa proposizione coisuoi sperimenti, e dovunque si possederàl’ingegnosa sua macchina (V. semina-toio ) la coltivazione dei fagiuoli nellecampagne, verrà grandemente semplifi-cata e migliorata. Ove i seminatoi sono an-cora sconosciuti, la seminagione si fa oranelle linee sulle quali dee passare l’aratro ;ora lasciando cadere i semi uno ad unoe ricoprendoli coll’ erpice. La prima ma-niera conviensi alle terre molto leggeree facili a riscaldarsi ; la seconda alle terredi maggiore consistenza , nelle quali ifagiuoli devonsi porre a poca profonditàperchè facilmente marciscono. In gene-rale un pollice ( o,"'o26 ) è sufficiente.Dombasle crede che la miglior manieradi seminarei fagiuoli nelle campagne siain solchi distanti i 8 pollici ( o m , 5 o ) po-nendo 5 o 6 grani nei solchi per ogni pie-de (o™, 33 ) di lunghezza. Certamente ot-tiensi in tal guisa una grande economia dimano d’opera, ma duopo è confessare chela terra è ben lungi dal dare quella quan-tità di prodotti che si potrebbe ottenernecon una seminagione più. fitta, poichémolte varietà nane possono benissimosvilupparsi in solchi minori di 12 polli-ci ( 11'", 53 ). Tenendosi alla distanza pre-scritta da Dombasle risparmiasi molto-tempo nelle intraversalure, e gran partedelle spese cagionale da queste. Si spossameno il suolo per la cultura seguente,ma eziandio raccogliesi meno. Ciascunopuò vedere ciò che più gli convenga se-condo le particolari sue circostanze , imezzi d T esecuzione onde può disporre,e la posizione locale in cui trovasi. Negl-orti coltivansi i fagiuoli in porche di unmetro a un metro e mezzo, separate da|Slraduece che permettano di sarchiarli edi intraversarli quando occorre ; ivi le