Falcetto
sieme e farne delle spranghe di una cer-ta lunghezza e di alcuni millimetri digrossezza. Tagliatisi poscia in pezzi disufficiente grandez* per farne una in-tera fulciuola. Fatte queste spranghe, ar-roventansi per metà a fine di schiacciarlealcun poco, quindi se ne curva la cimaper farne la impugnatura. Fatta questaoperazione, lasciasi raffreddare il ferro econtinuasi a lavorare sopra altre falciuo-le. Quando se ne sono disposte in talguisa un certo numero, ripongonsi di belnuovo nella fucina, si fanno arroventare,e « dà loro la curvatura mediante unmartello a mano. Per bene eseguire que-sta curvatura delle falciuole occorre unaqualche destrezza che si acquista coll’a-bitudine, poiché lutti gli operai impie-gati in questa fabbricazione la fanno contale sollecitudine che la difficoltà nonapparo. Allorché le falciuole presentanoquella curvatura che devono avere, pon-gonsi sotto un maglio apposito a pennacurva, e si spianano cominciando dal talIone . Deesi avere cura di non batteremai la falcinola che da un lato soltanto,nella qual guisa formasi il dorso di essa.La gran destrezza consiste quindi nel gi-rare convenientemente la falciuola e nelsapere presentarla sotto al maglio inguisa che venga a spianarsi quella parteche è verso la curvatura soltanto.
Spianale in tal modo le falciuole, la-sciansi raffreddare, poscia si portano adun operaio posto innanzi ad un grossomaglio a leva corta i cui colpi succe-donsi con grande rapidità. Questi battele falcinole, le spiana e ne perfeziona laforma, ma sempre a freddo, e per farequesto lavoro dee continuamente girarela falciuola sotto al martello sicché i col-pi di esso cadano nella direzione conve-niente. Quando sono battute a dovere,l’operaio incaricato di farvi il dorso, learroventa di nuovo nella fucina, quindiSltjipl. Z/.;. l'ccit. T. FU.
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le batte con (orza appoggiandole sull’ in-cudine in maniera che i colpi del ma-glio cadano sempre sulla falciuola. Ilmartello apposito che si adopera a que-sto uopo ha la cima della penna moltoacuta.
La tempera delle falciuole si fa allastessa maniera che quella delle falci, ben-ché taluni preferiscano di temperarle nel-l’acqua pura ; tuttavia i più abili operaipreferiscono la tempera prima nel sevoe poscia nell’acqua pura, massime quan-do non sienq ben certi della qualità del-1 acciaio. Ad ogni modo questa temperanon si fa sempre arroventando le fal-cinole a bianchezza. II grado di durezzacui si riducono vuria secondo i paesi esecondo gli usi cui hanno a servire. Idue grandi martelli che si adoperano perla fabbricazione delle falciuole sono que-gli stessi che si adoperano per le falci,colla sola differenza che la penna del se-condo martello che adoperasi per lavo-rare le falciuole è più acuta e presentauna sezione un po’ obliqua. I forbi-cioni che adoperansi per tagliare gli orlidelle falciuole sono quei medesimi cheusansi per le falci, se non che occorreuna maggiore destrezza per dirigerli.Tale si è il metodo con cui lavoransi inAlemagna le falciuole, perdendosi i trequarti del ferro impiegato.
La forma della falciuola venne de-scritta nel Dizionario. Il manico di essaesser dee bene tornito, di legno di fras-sino, di acero o di altro simile, eli e possaricevere col tornio un bel pulimento, af-finchè non danneggi la mano del mieti-tore. Si è proposto di adattare alla fal-ciuola un manico che facesse angolo col-la lama per non obbligare il mietitore adabbassarsi cotanto e ad avvicinarsi trop-po colla mano alla parte inferiore deglisteli con pericolo di tagliarsi. Questamodificazione perù fa che s’ impieghi5 9