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Tomo XXI. [Supplimento.]
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Falciare

questo soggetto agli articoli praterie na-turili E FORAGGIO.

Quegli agricoltori che valutano i fo-raggi dal loro peso aspettano per falcia-re che la maggior parte delle graminaceeabbiano maturato i loro semi. Sarebbepiù retta misura il prendere a base neldeterminarsi la quantità di materia nutri-tiva che contiene la pianta nei diversiperiodi del suo crescere. Pochi esperi-menti si fecero sopra questo argomentoche nondimeno interessa sì altamente1’ agricoltura. Nella speranza che talunovoglia ben presto riempire questa lacu-na, daremo qui intanto un estratto di ciòche v’ha di realmente pratico nel quadroinserito dal Sinclair nella sua operasulle graminacee che si convengono alle{liuterie.

Le piante che giova di falciare al mo-mento della fioritura sono le seguenti :il paleo maggiore e quello arundinaceo(Festuca elatior ed arundinacea), il bro-mo sterile ( Bromus sterilis ), la saggi-nella tenera (Holcus mollis), il bromo amolti fiori (Bromus multijlorus), la sca-gliola rosaia (Phaìaris arundinaceo), ilpaleo duro ( Festuca duriuscula ), lafienarola a foglie minute (Boa angusti-Jblia), la sagginella selvatica (Holcus la-nutus), il paleo dei prati (Festuca pra-tensi*), la coda di lepre dei prati (Alo-pecurits pratensis), l’avena pubescente(Avena pubescens ), il bromo dei tetti(Bromus (ceto rum),\a fienarola praten-se ( Boa pratensis ), 1’ avena giallastra( Avena Jlavescens ), 1’ avena pratense(Avena pratensis). E duopo all’incon-tro falciare quando i semi sono maturile praterie naturali composte principal-mente delle graminacee seguenti : la co-dolina (Bhleuin pratense , l’erba mazzo-lina ( Dactylis glomerata), l’agrostideserpeggiante ( Agroslis stolonifera ), ilpaleo rosso ( Festuca rubra )■ il loglio

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[selvatico (Lolium perenne), la tremoli-na media ( Briaca media), la ventolanadentellata ( Cynosurus cristalli*), il pa-leino (Antoxanthum odoratimi), la fie-narola comune (Poa trivialis).

Inoltre il momento della falciatura di-pende altresì della qualità del bestiamecui si destina il foraggio. Gli animali bo-vini preferiscono quello che venne fal-ciato per tempo, i cavalli invece amanomeglio quello falciato tardi.

In ogni caso il coltivatore dee per-suadersi che nulla si perde a fare la fal-ciatura al momento della fioritura qua-lunque siensi le piante onde si compon-gono i prati. Se si fa un secondo taglio ilguaime sarà più abbondante ; se si met-tono le terre a pascolo subito dopo ilprimo taglio, il pascolo durerà più u lun-go. Non vi ha che una sola eccezione.Allorquando gli steli delle piante peri-scono o danno indizio di una pronla di-struzione, lasciansi maturare i semi : al-lora la falciatura e lo sparpagliamentodelle erbe fanno spargere i semi sul suolo,e questi, se si dà poi alla terra una forteerpicatura per rimuoverla, ben prestogerminano e danno nuova vita alla pra-teria. Questo rimedio però non è che unpalliativo, poiché è certo se le piante vi-vaci muoiouo che vi ha nel suolo un di-fetto intrinseco, il quale conviene toglie-re e quindi il miglior mezzo di rinno-vare una prateria è quello di ridurreper qualche tempo la terra arativa.

La maniera di maneggiare la falce nonvaria gran fallo da un paese all’altro. Sa-rà un’ imprudenza di obbligare un ope-raio a cangiare prontamente il suo meto-do, poiché se nel suo lavoro viavrà qual-che difetto egli ne darà sempre la colpaalla pretesa imperfezione della nuovamaniera che se gli è ordinala. Allorquandosi potrà senza scapito far eseguire la fal-ciatura a compito vi si troverà un già ode