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vantaggio pel minore Insogno (li sor-veglianza. Questo sistema non è tuttaviasenza i suoi inconvenienti, poiché spes-so il lavoro si fa assai male, e quandonon abbiasi a fare con gente molto one-sta perdesi in quantità ed in qualità.
Ciò che deesi primieramente avvertiree pretendere si è che i falciatori taglinol’erba più bassa che sia possibile. Sup-ponendo che 1’ erba abbia un’ altezza di2 piedi e che il prodotto di un ettaro siadi 4 migliaia di foraggio, è chiaro che selasciansi gli steli 2 pollici più alti chenon occorre, scemasi il prodotto di undodicesimo, e se il foraggio si vende ai 8 franchi al migliaio, si farà sopra ogniettaro una perdita di G fianchi, per cia-scun taglio o di la franchi per due ta-gli, somma superiore alle spese di falcia-tura, poiché nella maggior parte de’ luo-ghi non pagasi questa che 5 fr. 5o cent,all’ ettaro quando abbiasi molto Cenoda falciare. Da questo stato di cose ri-sulta inoltre un assai grande inconve-niente, ed è che gli steli lasciati sul suo-lo, seccandosi, divengono molto duri elegnosi ed obbligano gli operai nel taglioche segue di tagliare ancora più in altoe di cagionare così una perdita maggioredella prima. Nelle praterie naturali ildanno prodotto supera di gran lunga laproporzione che abbiamo indicata perpraterie artifiziali. Egli è certo che inquella specie di tappeto che forma ilfondo del prato trovasi I' erba più follae la più nutritiva, come i trifogli, le fra-ghe e le foglie radicali della maggiorparte delle graminacee.
Quelli che hanno un poca di pra-tica della falciatura sanno che questaoperazione si fa meglio e con minorefatica quando le piante sono bagnatee coperte di rugiada. I falciatori han-no quindi T abitudine di cominciare illoro lavoro allo spuntare del giorno,
Fai. cure
nel qual momento falciano meglio e piùsollecitamente. Se però questi mucchiidi erba baguati di pioggia o di rugiadanon vengono tosto distesi e sparpagliati,assai prontamente fermentano ed ingial-liscono, e 1’ umidità fa perdere loro unaparte delle sostanze nutritive che sonoordinariamente solubili. Se adunque per-mettesi ai falciatori di cominciare di buonmattino è cosa essenziale di ordinare lo-ro che non lavorino che nei luoghi piùelevati, e non mai nei bassi fondi ove ildiseccamento è lungo e difficile.
La falce descrive sempre un arco dicircolo nel piano verticale, in cui si in-nalza l’erba. 11 punto ove quest'arco piùsi avvicina alla terra trovasi dinanzi aipiedi del falciatore, e l’arte di questoconsiste nel fare in modo che quest’arcosi avvicini più che sia possibile alla lineaorizzontale. Quando la corsa della falce,vale a dire la lunghezza dello spazio cheessa percorre, è assai grande, non puòevitarsi che le erbe che sono alle due ci-me dell’arco non vengano tagliate ad unaaltezza maggiore di quelle che sono nelmezzo.
Tostochè si è incominciato a falciareuna prateria, in alcuni paesi spargesi to-sto 1’ erba tagliata su tutta la superficie,il qual metodo però è difettoso, qualun-que sieno d’altronde le circostanze di po-sizione e di temperatura. Se minacciapioggia converrà ridurre in piccoli muc-chii il foraggio ed il distendimento di es-so sarà stata un’operazione inutile. Se iltempo indica di rimanere costantementebello, le foglie delle piante esposte ad unsubito calore si incresperanno si disec-cheranno troppo presto e cadranno allamenoma scossa. TI miglior metodo che co-nosciamo è quello che segue : tutto quelloche falciasi la mattina viene lasciato in fa-scetti come risulta dalla falciatura ; versomezzogiorno od un'ora questi si volgono,