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Tomo XXI. [Supplimento.]
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Falciare

ma senza sparpagliarli, non avendo que-sta operazione altro scopo che di fareugualmente asciugare i fuscelli di erbada ambe le parti. Quello che si è fal-ciato la sera lasciasi intatto. Il giorno ap-presso, appena il calore del sole ha fattoevaporare la rugiada, mettesi in piccolimucchii di 25 a 3o libbre tutto quelloche si è falciato il giorno innanzi indi-stintamente, e si procura di sollevarequesti mucchii più che sia possibile, ac-ciocché l’aria ed il calore li penetrino inogni verso. Rivoltami poi questi pertutto quel giorno, ed i seguenti^ fino ache sieno secchi, ma senza mai disten-derli. Tosto che si scorge compiuto ildiseccamento prendonsi legami di pa-glia o di cortecce di tiglio, preparati neltempo che la rugiada non permetteva dilavorare, e legasi tutto quello che è sec-co, stendendo i legami sul suolo, e cari-candoli sopra due dei piccoli mucchii on-de si è dianzi parlato. Gli operai più de-boli mettono i fascetti di erba sui legami,ed i più forti, o a meglio dire più destri,legano i manipoli senza scuoterli sover-chiamente. Col diseccamento questa spe-cie di foraggi sogliono ridursi al quartodel peso che avevano quando erano ver-di, quindi ogni manipolo pesa circa 12 a1 5 libbre. Tostochè i manipoli sono ter-minati, riduconsi tutti in una specie digregne di s5 o 5o manipoli.

La maniera di fare queste specie digregne merita di essere conosciuta. Unoperaio tiene diritto in piedi un mani-polo mentre che vi si appoggiano controdegli altri manipoli in guisa che ve neabbia nove sopra due file che si puntel-lano 1’ una con 1’ altra. Quando i diciot-to manipoli sono così posti in piedi dan-do una leggera inclinazione agli ultimi,copronsi con sette manipoli posti di tra-verso e che formano una specie di tetto.Compreiulesi che se piove si bagne-

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ranno solo i manipoli superiori che sipotranno levare e fare asciugare quandoil tempo lo permetta. Questa disposizio-ne ha anche il merito suo particolare,di permettere al coltivatore di conosce-re immediatamente e senza grande faticail numero di manipoli di foraggio, cheha raccolti. La riduzione in manipoli sifa sul campo stesso ad oggetto dì con-servare al foraggio la maggior parte del-le sue foglie. Chiunque abbia vedutocaricare e scaricare un raccolto di forag-gio arlifiziale, comprenderà facilmentequale economia presenti questo metodoin confronto a quelli, ne’ quali si ripon-gono ne’ magazzini i foraggi senza averliprima ridotti in manipoli. Come ben sivede il punto principale che distingueil metodo di trattare i foraggi falciationde abbiamo parlato dagli altri usitatiquasi generalmente, consiste nel disecca-re il fieno in piccoli mucchi invece disparpagliarlo. Se durante il lavoro ven-gono degli acquazzoni non si ha altro afare che volgere ad ogni qual tratto imucchi per impedire alla parte che è aldisotto d’ingiallire. Se si fosse stesotutto il fieno sulla superficie del suolo, lapioggia avrebbe lavali tutti gli steli, fattecadere le foglie ed ogni parte del raccol-to essendo continuamente soggetta all’a-zione dissolvente dell’umidità, tutti i filid’erba riuscirebbero come lisci voti, eda lungo andare perderebbero i loro prin-cipii nutritivi. II foraggio diverrebbe bian-co, nè più avrebbe le qualità che richieg-gonsi per venderlo, poiché in fatto nonavrebbe altro merito che quanto la paglia.

Questo inconveniente venne general-mente riconosciuto : in alcuni paesi cer-cossi di rimediarvi in varie maniere. Icoltivatori che non volessero adottare ilmetodo suindicato , potranno tentarequello che si pratica nella Lombardia edin alcune parli dell’ Alemagna . Questo