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metodo dicesi alla Clapmaver , dal nomedi quello che fu il primo a propagarlo.Fondasi sopra il principio di fisiologiavegetale, oggi ben conosciuto , che lepiante non abbandonano la loro acquadi vegetazione che quando hanno per-duta la vitalità. Yarie cause e diversi a-genti possono distruggere questa vitalità ;quali sono il diseccamento all'aria aperta,la triturazione, la cuocitura, la fermen-tazione le combinazioni chimiche consostanze straniere. Se prendonsi dellepiante ben secche, si fanno ammollarenell’acqua, dopo un certo tempo, e se-condo la porosità dei loro tessuti, si ca-richeranno desse d’ una maggiore quan-tità di liquidi che non ne contenes-sero meutre erano verdi ed erbacee ;quando sono bagnate in tal guisa artifi-zialmente, se espongonsi all’ azione delvento e del sole, si seccheranno intera-mente in capo di 20 a a 5 minuti, men-tre invece per ridurle allo stesso stato disecchezza occorrono 36 a 48 ore di beltempo quando abbiasi ad evaporare l’a-cqua di vegetazione.
Per-distruggere il principio vitale Clap-inayer servissi della fermentazione. Al-cune ore dopo che il trifoglio o qualsia-si altro foraggio, è falciato, se lo lagu-na in grossi mucchi, mediocremente cal-cati, acciocché 1’ aria, che è un agenteessenziale alla fermentazione, possa pe-netrarvi. La fermentaziooe si manifestaqualche volta dopo 1 2 ore, per lo piùdopo 24 a 3 o, di raro tarda sino a 60.Talora procede rapidamente, talora congrande lentezza ; ma in ogni caso quan-do il calore che svolgesi nell’ interno ètale da non potervi più tenere la mano,e quando vedonsi uscirne i gas in mododa apparire all’occhio, non vi è più dub-bio che non siasi distrutto il principiovitale dei vegetali. Si riuniscono alloramolti operai, si disfanno i mucchi e spai-
Falciare
pagliansi molto ; e dopo un’ora a un’orae mezza di bel tempo tutto è secco senzache le foglie si stacchino. Benché i gasche sfuggono quando si disfanno i mucchiiriscaldati non sieno molto nocivi perchèvengono portati via e mesconsi colla massaambiente, tuttavia sarà utile avere qual-che cautela. Gli operai si dolgono chequesto lavoro liinebbria senza avere avu-to il piacere del bere. Questo metodosembra assai comodo e semplice a pri-mo aspetto -, ma quando è applicato ingrande presenta molte difficoltà . Nonsi sa, per esempio, in che impiegare glioperai, nell’ incertezza che vi è del mo-mento in cui la fermentazione sarà com-piuta. D’ altra parte spiegasi la fermen-tazione in molti mucchii ad un tratto,non si hanno braccia sufficienti, e sicorre rischio di perdere molto, poichéquando questa fermentazione oltrepassacerti limiti, il foraggio ammuffisce, s’ in-crespa e diviene fragile, e si produconodelle reazioni e delle combinazioni chi-miche, le quali ne alterano 1’ aroma e nedistruggono la buona qualità. Inoltre seun mucchio riscaldasi soverchiamentedurante la notte, si corre il rischio diperderlo.
La falciatura delle praterie naturali sifa come quella delle artifiziali, con la so-la differenza che gli spazii rimasti fram-mezzo ai fascetli d’ erba formati dallafalce devono ben tosto essere coperti difieno, nè occorre quindi di adattare allafalce 1’ uncino onde abbiamo parlato de-scrivendo quella usata in Piccardia ( pa-gina 463 ). Tosto che si è falciata unacerta estensione di superficie, stendonsiprontamente le erbe quanto più si puòuniformemente su tutta la superficie ado-perando a tal fine la forca a due o tredenti od il rastrello.
Si stende tutto quello che venne fal-ciato fino a tre o quattro ore, e ciò che