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Tomo XXI. [Supplimento.]
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FaI.CIARE

si falcia più tardi lasciasi quale lo ha ri-dotto le falce. Ammucchiasi il foraggioche si è sparpagliato in piccoli monti, locui forma grandemente avvicinasi aquella della metà d'una sfera che avesse30 a a 4 pollici (o m ,5a a o m ,624) di diame-tro. Se però il tempo fosse minacciosolasciansi le Gle di fascetti senza toccarle,poiché conservansi bene anche malgradopiogge copiose ed ostinate, purché ab-biasi 1’ avvertenza di rivoltarli tosto chesi vede che le foglie sottoposte comin-ciano ad ingiallire. Ma quando è comin-ciato il diseccamento, si avrà per leggeinvariabile di non dover lasciare espo-sto alla pioggia od alla rugiada un solofilo d’erba che non sia ridotto in monteQuesti monti si faranno tanto più gran-di quanto più secco sarà il Geno, e sistenderanno sul suolo appena sarà eva-porata la rugiada che li copriva . Alcuneore dopo rivoltansi i Geni con rastrelliche maneggiansi in guisa che 1’ erba cheera al di sotto riesca al di sopra dopo1’ operazione.

Il rastrello non varia di molto nellaforma e nel modo della guernitura;i piùsono semplici, vale a dire, non hannodenti che da un solo lato ; ma alcunihanno denti sopra e sotto del pezzotrasversale, e questi sono i migliori. Que-sti denti sono quasi sempre di legno,poiché se fossero di ferro riuscirebberotroppo pesanti, penetrerebbero nel suo-lo e mescerebbero al Geno della terra,delle foglie morte e delle erbe secche. Unadagio contadinesco dice che il fieno sidee seccare sul rastrello , vale a dire,che il diseccamento è molto più pron-to se lo si volta e rivolta continuamente.Crediamo vero questo proverbio pertale riguardo, ma non bisogna sagrificarela economia alla sollecitudine , e perconvincersi della perdita che cagiona unrivollamento troppo frequente, basta

Falciare 47 »

prendere ao libbre di Geno mezzo sec-co e farlo scuotere più volte di seguito,e si vedrà che non ne rimarranno che 16a i 7 libbre.

La preparazione del fieno col ra-strello è lunga e molto costosa, poichése abbisogna un falciatore per un datospazio di terra, si calcola che accorre-ranno poi quattro donne per distendere1’ erba. Imaginaronsi quindi varie mac-chine per far eseguire dagli animali que-sta operazione, e Io strumento più per-fetto che siasi imaginato a tal fine si è ilrastrello girevole che abbiamo descrittoall’ articolo diseccare del Dizionario (T.V, pag. 227).

Facendolo trascinare da un cavalloche cammini del suo passo ordinario,vale a dire, con una velocità di 200 pie-di al minuto, le sue ruote fanno 20 a aigiro, ed il rastrello 60 a 63 giri nellostesso tempo, il che fa per quest’ ultimocirca un giro al secondo,, Quindi la ve-locità delle cime dei denti è grandissimariuscendo di a 18 piedi al secondo,sicché il fieno viene slanciato ad assaigrande altezza. Questa macchina adun-que può sparpagliare e rivoltare il fienosopra una estensione di dieci pertiche inmeno di 4 minuti o di un arpento in 4ominuti (un ettaro in un ora e 4° minu-ti ). I denti avvicinandosi al suolo si ab-bassano e radono, per così dire, la terra;cosicché vengono a fare perfettamentel’offizio del rastrello. Fino ad ora 1’ usodi queste macchine è assai limitalo.

Qualunque sia l’istromento che siadopera per rivoltare il fieno è duopoche questa operazione si faccia con atti-vità e molta accuratezza. Quando il fie-no è in istrati un po’ grossi gli operaiche lo devono distendere non fanno giu-guere il rastrello fino alla terra, dimodo-ché lo strato inferiore non viene giam-mai ricondotto alla superficie per ap-