Falcione
la paglia però tagliata con esso riesce inpezzetti perfettamente ugnali, e rimane-va il desiderio che si giugnesse ad otte-nerli di varie lunghezze secondo l’uso cuidestinavansi ; così per darli ai cavalli in-sieme con l’avena non dovrebbero esserelunghi che 4 a 5 linee ; una linea soltan-to, quando sid.wono mescere con la cru-sca, ec. Un meccanico di Lione inven-tò quindi un falcione dotato di questivantaggi, sostituendo alle ruote dentateche pongono in moto i cilindri un con-gegno, il quale serve a graduare sul mo-mento, e come si vuole il taglio delle pa-glie da una linea Gno a i pollici, senzache la macchina risulti per questo piùcomplicata, il maneggio di essa più diffi-cile, nè il prezzo maggiore. Ad imitazionedell’ essersi dato questo nome a quellamacchina che serve a sminuzzare la pa-glia e della quale parlammo nel Diziona-rio ne pare che si potrebbe ugualmenteapplicarlo anche ad altre macchine lequali producono un effetto affatto consi-mile sopra altre sostanze. Così, per esem-pio, nella fabbricazione dei tabacchi usasiuno strumento quasi allatto simile al fal-cione a gramola alemanno (V. Diziona-rio, T. V, pag. 4^9)5 * Q ciò solo diversoche si fa avanzare la foglia mediante unaspecie di diaframma che chiude il truo-golo in cui è la foglia compressa e cheviene spinto da una vite. Il mecca-nismo è talmente disposto che ogniqualvolta sollevasi il coltello o falce levite avanza di una data porzione di gi-ro, sicché 1 ’ operaio altro non ha da farese non se alzare ed abbassare il coltelloalternativatamente, essendo sicuro che lafoglia avanza ogni volta di una ugualelunghezza.
Il falcione a gramola alemanno vennepure applicato da Luigi Magrini allosminuzzamento delle foglie dei gelsi, mo-dificandolo quasi alla stessa guisa che si è
Falda
fatto nella manifattura dei tabacchi, conla differenza che in luogo della vile perispignere il diaframma egli servesi di unasega dentata mossa da un rocchetto alquale 1 ’ operaio fa percorrere una por-zione di giro più o meno grande pre-mendo una calcola col piede, a tal chèoccorrono due movimenti alternati, l’unodel piede per far avanzare la foglia, l’al-tra dalla mano destra per far agire ilcoltello e tagliarla. Di entrambe questemacchine e di altre analoghe, nonché deivantaggi di esse, faremo parola nuova-mente agli articoli tabacco, filugello,gelso e tagliabadici.
(G.**M.)
FALCOLA. Cera lavorata, ridotta informa cilindrica, ed è quasi il medesimoche candela.
(Alberti.)
FALCOLIERE. Ciò che splendequal fiaccola.
(Alberti.)
FALCOLOTTO. Sorta di falcola,nella sua specie però più grossa.
(Alberti.)
FALCONE. Sorta di strumento anti-co da guerra da battere le mura dellefortezze (V. ariete).
(Alberti.)
FALDA. Dicesi in generale di ognimateria pieghevole, dilatata in figura pia-na, che agevolmente ad altra si sovrap-pone.
(Alberti.)
Falda. Dicono i macellai la carne at-taccata alla lombata e coscia.
(Alberti.)
Falde. Chiamansi quelle due siri-scie di panno attaccate dietro alle spalledell’abito o gonnellino de’ bambini, perle quali vengono sostenuti per farli cam-minare. Diconsi anche maniche da pen-dere, cioè pendenti.
(Alberti.)