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Tomo XXVIII. [Supplimento.]
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IflCUIOSTBO

Dietro queste ricerche trovò il Litbigche il modo più semplice e migliore dipreparare la vernice consiste nell’uso delsottoacetato di piombo. Se mesconsi allatemperatura ordinaria, agitando conve-nientemente, dell’ olio di lino e del sottoacetato di piombo e si lascia chiarificar-si col riposo il miscuglio, separasi unagrande quantità di ossido di piombo, el’olio che soprannota è ridotto in una ver-nice eccellente, di un colore giallo d’oro.Steso in istrati sottili seccasi perfettamen-te in 24 ore e contiene ^ a 5 per centod' ossido di piombo disciolto. Per laprepazione in grande giovano le propor-zioni seguenti. Versatisi in una Gala 5 oogranirne di acetato di piombo, a 5 oo diacqua di pioggia, poi, quando la soluzio-ne è terminata, 5 oo gramole di litargirioridotto in polvere Gaissima : affrettasi lasoluzione del litargirio portando il vasoin un luogo di calor moderato ed agitan-do frequentemente. Può riguardarsi co-me Gnita allorché non veggonsi più pa-gliuzze di litargirio. Formasi in questaoperazione un sedimento bianco lucenteche può lasciarsi nel liquore a separame-lo con la feltrazione. Riscaldando all'e-bollimento producesi la soluzione in unquarto d’ora ; ma senza l’aiuto del caloreè duopo lasciare per vari giorni abbando-nato il miscuglio. Questa soluzione cosiottenuta serve a preparare dieci chilo-grammi tli vernice, diluendola con un vo-lume uguale al suo di acqua di pioggia,ed aggiugnendola a poco a poco, agitan-do frequentemente, a dieci chilogram-mi di olio di lino in cui siensi primamesciute con la maggior diligenza pos-sibile 3 o granirne di litargiiio ridotto inpolvere molto fina. Rinnovando 3 a 4 vol-te il contatto della soluzione di piombocon l’olio mediante ripetute agitazioni,poi lasciando chiariGcarsi il miscuglio inun luogo caldo, ottiensi la vernice di

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color giallo chiaro che soprBnnota sulliquido acquoso nel quale trovasi in gran-de quantità il sedimento bianco ondeabbiamo parlato. Questo liquido acquo-so feltrato contiene tulio l’acetato dipiombo impiegato, il quale può adope-rarsi di nuovo nelle preparazioni seguen-ti dopo avervi fatte sciogliere altre 5oogranirne di litargirio.

Per ottenere limpida la vernice è duo-po filtrarla attraverso grossa carta senzacolla o sul cotone, nel qual modo si se-para una polvere bianca Gna che lenta-mente soltanto deponesi col riposo. Sipuò imbianchire questa vernice espo-nendola al sole, e se si vuole averla sce-vra di ossido di piombo, basta agitarneuna parte con un poco di acido solforicodiluito e quindi lasciar in quiete il li-quore ; separasi del solfato di piombo esoprannota la vernice limpida e pura.

Neil insegna la maniera seguente dicuocere la vernice pegli inchiostri dastampa, la quale per alcuni riguardi èdiversa da quella che abbiamo in addie-tro indicata, ed anche per la qualità cproporzione delle aggiunte.

Meltesi 1’ olio, che supporremo nellaquantità di 114 litri, in una pentola ca-pace di contenerne almeno i4o; Io si ri-scalda dolcemente accrescendo grado agrado il calore per due ore, durante ilqual tempo la maggior parte della suaumidità si evapora; se formasi spumaalla superficie si leva e meltesi a pariepegli usi che vedremo iti appresso. Si ac-cresce quindi lentamente il fuoco e getlan-si a poco a poco nella pentola iddi ,4 ,3;litargiiio,altrettanto minio di buona qua-lità, e orini, 96 di terra d’ombra, il tuttoben secco, poiché se mia di queste sostan-ze fosse umida l’olio si tumeferebbe, siannerirebbe, ed acquisterebbe una tintaopaca, divenendo troppo tardo a seccarsie consolidarsi. Quando si sono aggiunto