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Tomo XXVIII. [Supplimento.]
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I.NcrscniAiiB

corrode internamente,s'insinua e produ-ce guasti, che rendono la malattia lungae diffìcile a guarirsi. Deesi al contrariofavorire l’uscita della marcia dal latodella corona con l’applicazione di cata-plasmi emollienti. Questi topici dando al-la materia il modo di scolare, bastanoordinariamente senza avere da ricorrereai suppurativi, e 1’ esperienza dimostrache il cavallo guarisce nello spazio di ot-to a dieci giorni.

Se il maniscalco incontra qualche pez-zo di chiodo nel sito della puntura, do-vrà ritirarlo e curare la piaga con piu-macci inzuppati di essenza di trementina.

Anche 1’ osso del piede può esserestato punto dal chiodo, e facile è lo sco-prire questo accidente dalla quantità dimateria, che egee dal buco, e meglio an-cora con l’aiuto della tata; allora biso-gna dissolare il cavallo a fine di scoprireil centro del male , e dare esito allascheggia. L’esperienza prova essere que-sto il più sollecito e sicuro mezzo, spe-cialmente se si scorge che questo male in-tacchi intieramente la suola. Se I’ inchio-vatura ha la sua sede verso i talloni e sela materia ha guastalo col suo soggiornola cartilagine, indispensabile si rende l’e-stirpare la parte guastata.

(Rozier.)

INCIALDARE. Involgere o coprireeon cialde.

(Alberti.)

INCIDERE. Y. Intaglio .

INCIMURRIRE. Dicesi de’cavalli checontraggono 1’ infermità del cimurro.

(Alberti.)

INCINERAZIONE. V. Incenerare.

INCINGHIARE Y. Cinghiare.

INCIPRIATO. Sparso di polvere dicipro.

(Alberti.)

INCISCIIIARE. Tagliuzzare, frasta-gliare. (Alberti.)

Incisione ióq

INCISIONE. Nello stretto significalodella parola, essa vale soltanto taglio «non altro. L’ oso per altro diede questonomea quell’arte che più propriamentedicesi dell - Intaglio . Abbiamo nel Dizio-nario segnila la corrente, ma crediamodover qui emendarci,rimettendo appuntoalla parola Intagliatore (pianto abbia-mo a dire intorno alla parte tecnica diquest’ arte, in aggiunta all’articolo Inci-sione del Dizionario.

(G**M.)

Incisione anulare. Operazione, con laquale si leva un anello di scorza più omeno largo ad un ramo di albero od allostelo di una pianta per varii oggetti,cioè: i.° per far loro produrre frutta;2 .° per rendere questa produzione piùsicura; 5.° per averla in maggior abbon-danza; 4- per ottenere frutta più belle;5.° perchè le frutta piu prontamentematurino ; fi. 0 per determinare la pro-duzione delle radici nell’operazione del-le barbatelle e dei margotti; y.° per arre-stare l’impeto dei rigogli e simili.

Gli antichi conobbero i vantaggi dellaincisione anulare in alcuni casi, special-mente per impedire la colatura della vi-te, ed aumentale le raccolte delle uli-ve. La praticavano o esattamente come sifa in adesso, o torcendo o spezzando ametà i rami, o piantando grossi chiodi dilegno nel tronco,e non vi ha dubbio chefacessero anche uso della legatura cheproducei medesimi effetti e che più facil-mente viene all’ idea, poiché gli arbustiarrampicanti, come il caprifoglio ne dan-no spesso esempi nei boschi.

I metodi degli antichi passarono ben-sì di età in età nei secoli successivi,ma solo in alcuni luoghi rimanendo deltutto obbliati altrove. Le opere d’ agri-coltura pubblicate sul principio del pas-salo secolo osservano su tale argomentoun pieno silenzio ed in questi ultimi !ea>-