Incollamento
lico. E pure da notarsi che la pasta cosìpreparata deesi tosto ridurre in fogli, ac-ciocché il colore non si deponga, cosache avviene del resto anche più pronta-mente con lo smalto ed in generale concon tutti i colori minerali solubili poco onulla nell’acqua. Quando si dà 1’ azzur-ro nella tinozza con 1’ oltremare ed in-collasi quindi la carta a vari fogli ad untratto, e siasi nella colla aggiunto dell’al-lume, dietro le indicazioni precedenti,conviene aggiugnere alla colla 5o a 60gromme di soda o 3o a 35 gramme dipotassa per ogni chilogramma di allumeimpiegato.
Quando l’incollamento si fa nella ti-nozza con colla vegetale nel modo dettoin addietro, prendonsi per ogni 5o chi-logrammi di pasta s5o a 3oo grammedi oltremare artilìziale, secondo la forzadella tinta azzurra che vuoisi produrre;lavasi nell’acqua, se lo fa passare per unpannolino o per uno staccio con unaspazzola o con un pennello,e se lo gettanella pila che si fa tosto agire per mesce-re il-lutto.
In ogni caso qualunque sia la manie-ra di incollamento adottala, può usarsiinvece dello smalto 1’ oltremare artifizia-le, purché questo sia hen lavalo e vi siaggiunga soda o potassa in proporzionealla quantità di allume adoperata.
Ora 1’ uso delle carte colorate in varietinte, massime per le lettere,si estese no-tahihnenteicoloransi sempre mentre sonoallo stato di pasta, e qui indicheremobrevemente quali sostanze si adoperinopei diversi colori. Le tinte rosee si ot-tengono coi fiori di zafferano o cartamoavvivati con 1’ aceto di patate o con aci-do nitrico ; il maggior numero coi legnidi santa Marta e del Brasile , il cui colo-re giallo viene separato dal latte che sicoagula con un acido, ed il color rossoprecipitasi con le soluzioni di stagno nel-
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la pila stessa del cilindro: pegli azzurri epei verdi usaDsi i cianuri di potassa coinitrati di ferro ; il cromato di potassio èsempre in tal caso la base dei gialli ; altrevolte ottenevansi alcuni gialli fugaci conla terra merita e con le grane di Persia edi Avignone , ma 1’ uso di queste sostan-ze venne abbandonato . Gli ossidi dipiombo danno il colore ranciato, i cro-mati neutii ed acidi producono i vaiiigialli; le terre d' Italia naturalio calcina-te danno certe tinte per le carte da di-segni a sfuminola galla d’Aleppo ed ilsolfato di ferro sono la buse di tutti igrigi, dal grigio ferro fino al più chiaro;il solfato di ferro precipitato dall’ acquadi calce, dà i gialli bruni in tutte le va-rietà dei loro impiumi; varii ossidi me-tallici, e specialmente quelli di ferro e dimanganese, danno varietà di tinte infinite;certi fabbricatori giunsero a variare gl'im-piumi della carta in qualche modo quantoquelli della seta. I neri solidi sono lesoletinte che presentino qualche difficoltà.
Finalmente 1’ ultima specie d’incolla-mento si è quello che si pratica sul vino,sulla birra e sopra altri liquori, aggiu-gntndovi un po’di colla forte o di pesce[ier poi, precipitando la gelatina, trar-re al fondo insieme con essa le sostanzestraniere e chiarificare i liquori. Per que-sto argomento non possiamo che riman-dare agli articoli Birba, Vino e Chiarifi-cazione.
(H. Gacltier de Cladbry — Pei.oc-ze — K. Karmarsch — G**M.)
INCOLLARE. V. Incollamento.
INCOLLATURA. La grossezza di le-gno de’ madieri della nave nel loro mez-zo, o la grossezza nel luogo dove posanosulla chiglia. La grossezza del legno nelmezzo o nell’angolo de’ bracciuoli delleghirlande o gole de’marzapaoi si nomi-na il collo di que' pezzi curvi.
(Stratico.)