i5o Incombustibile
INCOLTO. Non coltivalo. I terrenilasciati incolti sono veramente una ver-gogna pei paesi che li possedè, essendoveri tesori dai quali non si traggeche po-co o nessun profitto. Assai rare sono lecircostanze in cui realmente non si pos-sa o non giovi coltivare le terre, quelleancora che più sembrano sterili capaci es-sendo di dare utili produzioni, quando sisappia adattarvi la coltura nel modo cheloro conviensi. All' articolo Dissodamen-to indicaronsi i metodi di ridurre colti-vabile le terre abbandonate, mostrandosialla parola Diseccamento come si possanoliberare dalle acque, se perennemente ogran parte dell’anuo ne sono occupate, edall’articolo Terra si vedrà quali pianteparticolarmente allignino nelle diversespecie diessa, argomento il quale più este-samente nel trattar d’ogni pianta in parti-colare si è sempre considerato ; finalmen-te alla parola Abbonimento si mostra co-me si possano correggere i difetti del suo-lo e renderlo così atto a dare qualsivo-glia prodotto. L’applicazione giudiziosadei principii esposti negli anzidetli luo-ghi toglierebbe affatto dall’ abbandonoquasi tulli i terreni che tuttora incoltirimangono.
INCOMBUSTIBILE. Si dà questonome a quelle sostanze che per loro na-tura o per fattavi preparazione sono dif-ficilmeule attaccate e consumate dal fuo-co. L’oggetto pel quale si usano prepa-razioni che rendano incombustibili le so-stanze si è quello di evitare o scemare irischii d'iNCENDio , e perciò a quella paro-la esposte abbiamo principalmente le va-rie composizioni suggerite a tal fine e daapplicarsi specialmente ai legnami ed alletele. Oui aggiugneremo una preparazio-ne venuta a nostra notizia soltanto dopola pubblicazione di quell’ articolo pe-gli stessi oggetti, indicheremo il mo-
IscoancSTiBtLE
do di rendere incombustibili i cartocciad uso delle artiglierie, e principalmenteci estenderemo sugli esperimenti fatti dauomini che il nome si davano d’incom-bustibili.
Nel Technologisle dell’agosto 1841,troviamo suggerita da Breza una compo-sizione che contiene dell’ allume, dell’ a-cido borico e del solfato di ammoniaca,e tiene anche il vantaggio di guarentiredagli insetti in ogni clima le cose sullequali si applica.
Pei tessuti bianchied in pezza suggeri-sce il Breza di porre in un litro di acqua ri-scaldato a 85 ° C. 3 o gramme di allume,3 o di solfato di ammoniaca, 1 5 di acidoborico, 2 della più bella gelatina che siapossibile e finalmente 2 gramme di saldastemperate in poca acqua. Deesi aver cu-ra di far disciogliere questi ingredienti,
I’uno dopo 1’altro nell’ordine con cuivennero nominali, e di innalzare la tem-peratura all’ ebollimento quando si ag-giugnerà la salda stemperata. Tuffansilentamente in questa seduzione gli ogget-ti e se ne levano, quando sono saturati,premendoli o torcendoli per togliere lo-ro l'eccesso di liquido che avessero por-tato seco e finalmente si asciugano a con-veniente temperatura.
Pei tessuti stampati o tinti si preparala soluzione nel modo anzidetto, ma nonportando mai la temperatura a più che6o°. Stendousi allora i tessuti sopra unatavola e vi si passa sopra una spugnatuffata nel liquore, avendo cura di noncaricarla troppo per non attaccare i co-lori. Se tuttavia sono questi molto so-lidi, si possono trattare i tessuti all’ ebol-lizione cornei bianchi e terminare allastessa guisa.
Pei canovacci e per le decorazioni tea-trali aggiungoesi a un litro di acqua fiogranirne di allume, (io di solfato di am-moniaca, 5 o di acido borico, 19 di gela-