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Tomo XXVIII. [Supplimento.]
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INCOMBUSTIBILE

tioa e 6 di salda. Sa la decorazioni sonogià dipinte vi si incolla sul rovescio dellacarta resa incombustibile nel modo chediremo in appresso.

Pei legnami basta immergerli nella so-luzione, e lasciarveli almeno 34 ore, etanto più quanto maggiore è la loro mas-sa, o quanto più sono duri; giova man-tenere la soluzione a y5° fino a che dura1’ operazione. La carta ed il cartone sipreparano sciogliendo in un litro di acquaCo granarne di allume, i5 di sollato diammoniaca, 5o di acido borico, a di ge-latina e 3 di salda. Questa composizionepuò aggiugnersi alla carta ed al cartone,mentre sono ancora io pasta o tuffandoveli come i tessuti. Quanto ai cartoccinei quali mettono le loro cariche gli ar-tiglieri, si è osservato che spesso cagiona-vano tristi accidenti venendo a contattoancora accesi con la polvere da canno-ne dei depositi o simili. Perciò da moltotempo fecersi di sostanze incombustibili.Brugnatelli proposto aveva a tal uopocarta preparata con un liquore siliceo,con cloruri o con allume ; Hermbstaedtpropose semplicemente uua soluzionedi solfato di ferro nell’ acqua. Quellepreparazioni indicate agli articoli Carta e Cartone incombustibile, possono aquesto uopo servire, come pure la cariaindicala dalBreza e riferita qui addietro.11B reza stesso però suggerisce di fare lecartucce ed i cartocci con una tela fitta tuf-fata in una soluzione di 45 granirne diallume, 1 5 di solfato di ammoniaca, 3odi acido borico, 2 di gelatina e 2 di sai- 1da, in un litro di acqua. Quando la tela <bagnata con questa soluzione è asciutta <suggerisce di applicarvi un leggero into- gnaco di carbonaio di calce e colla animale. 1Anche gli uomini studiamosi di resi- (stere all’azione del fuoco ed una storiadi questi artifizii non sarà fuor di luogo ta quanto crediamo in questa opera. 1

Incombustibile i5x

) Apollonio Rodio , narrando come Gia-1 sone andasse ad incontrare i tori che; gettavano fuoco, dice che Medea , perprocurargli una difesa, ricorse ad Ecate ,

- e questa le insegnò dei farmaci, cioè un-1 guenti, coi quali sopire l’attività delle

- fiamme. Pietro Yaleriano, eruditissimo

- letterato del secolo XVI, nel decimose-1 sto libro de’ suoi Geroglifici , parlandoi della salamandra, di cui dicevasi che vi-i vesse nel fuoco, narra che molte famigliei v’ erano d’ uomini atti a maneggiare il

- fuoco e camminarvi sopra impunemente;; e questi erano gl’ lupini, nella regione, dei Falisci, ora parte della Terra di La-voro. Varrone, da cui la notizia trasse

i Plinio, dice che gl’ Irpini ugnevansi le

■ piante dei piedi con certo medicamento,

■ prima di passare sul fuoco. Così, prosie-i gue il Yaleriano, certo Andrea, medico

greco, citato dagli Scoliasti di Nicandro ,

1 insegnato aveva a bagnare col sangue di, salamandra le vesti, o le membra, per-. chè il fuoco loro non nuocesse. Sog-, giugne d’ aver letto negli annali di Qua-drigario, che una sostanza inverniciatad’ allume, non mai s’ accende, del cheebbe una prova Siila, combattendo con-tro Archelao. Parlando poi de’ giornisuoi e di se medesimo, dice d' aver ve-duto certo Benedetto Tedesco, fabbrica-tore di specchi, che offrivasi di passare inmezzo alle fiamme senza che queste a luiod alle sue vesti nuocessero; e lo vide difatti in presenza de’ cardinali Bibiena eGio. Medici, che fu poi Leone X , riceve-re nel concavo della mano il piombo li-quefatto versatogli da rovente padella,come se avesse ricevuto del freddo ar-gento vivo. Aveva poi osservato cheI’ allume di piuma o l’amianto servonodi stoppino incombustibile nelle lucerne.

Beyerlink nelsuo Magnimi theatrum vi-tae imrnanae, più laborioso che giudiziosoraccoglitore di notizie istruttive, all’ orli-