Incroci a mento
pedire il cangiamento delle razze, cosìqui vedremo quando giovi produrre que-sto cangiamento, ed i modi migliori perottenerlo qual si desidera.
Buffon ed altri naturalisti dopo di lui,fondandosi su alcuni fatti isolati, preten-devano che qualsiasi razza moltiplicata diper sè stessa e serbata pura da incrocia-menti dovesse di necessità degenerare, alpari che qualsiasi semente coltivata sem-pre nello stesso paese. Questa teorica,donde ne verrebbe per naturai conse-guenza la degenerazione compiuta di tutti gli animali selvaggi e di tutte le piantespontanee, e che è inoltre evidentementecontraria all' esistenza delle razze piùperfette di animali domestici e delle migliori varietà delle piante coltivate, que-sta teorica, diciamo, fu sgraziatamente a-dotlata da molti allevatori di animali ediede spesso tristi risultamenli. L’incro-ciamento è fra que’ mezzi dei quali nonpuossi impunemente abusare. Se è beneapplicalo produce ottimi effetti, ma se losi applica senza cognizioni , ragionatiprincipi] ed uno scopo determinato, puòsovente distruggere le buone qualità del-la razza che volrvasi migliorare e sosti-tuire ai difetti di essa altri ancora piùgravi. E quindi molto importante di benconoscere 1’ effetto drU'incrociamento, icosi nei quali è utile e la maniera difarlo.
L’ esperienza mostrò che il prodottosomiglia solitamente al padre in tutta laparte anteriore del corpo, nelle corna, nelpelo,nella lana, nell’ andamento, nella du-rata.nella sobrietà, nella solidità delle gam-be e del corpo, e nell’attitudine di sostenerelunghi e faticosi lavori ; somiglia invece allamadre nella parte posteriore del corpo,nelle gambe di dietro, nella forza, nellaenergia, nella vivacità, nel carattere enella statura principalmente. Tutti e duei genitori influiscono sul mantello ugual-
^ Incrociamento iSj
coente. Inoltre si sa che le femmine ingenerale somigliano piuttosto al padre edi maschi alla madre. Si è osseriato delresto che quello dei genitori che appar-tiene alla razza più costante predominamaggiormente nell’ incrociamenlo. Ab-henchè queste regole sieno suscettibili difrequenti eccezioni detono tuttavia aver-si presenti dallo allevatore che voglia in-crociare^ hannoa dirigere la sua scelta fi-no a tanto che l’esperienza non gli provi ilcontrario. Nello scegliere il maschio quin-di avvertirà che sieno esenti da ogni di-fetto la conformazione di quelle pasti delcorpo e le disposizioni fìsiche o moraliche il prodotto eredita particolarmentedal padre. Potrà ugualmente giudicarese una razza indigena possasi miglioraree far meglio corrispondere alle sue visteparticolaii mediante P incrociamenlo coimaschi di un'altra razza che possa procu-rarsi e che specialmente possedè quellequalità che desidera.
L’ esperienza mostrò non essere con-veniente 1' accoppiare insieme due lazzetroppo diverse per la statura. !e for-me od i particolari caratteri. Tentossitalvolta questo incrociamento sperandoottenere prodotti nei qoali i difetti op-postidelie due razze si trovassero neutra-lizzali, ma non ne tisoltarono che anima-li più o meno difettosi. Quanto abbiamodetto sulle forniee le qualità che trasmet-tono il padre e la madre distintamenteai loro discendenti spiega questo fattoabbastanza. Per la'e motivo alcuni alle-vatori consigliarono che quando si vuoldare ad una razza indigena le qualità diun’altra essenzialmente diversa, prenda-si per tipo del miglioramento una razzamista, ma questo metodo è assai lungo,ed il primo sarebbe preferibile quando sifosse paghi di considerare come utilitàprincipale dei primi prodotti la propaga-zione. Così, per esempio, se s’ir.ciociauo