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pecore a lana da pettine assai grossola-na con altre a lana fina, la maggior partedei meticci che ne provengono, hannolana che non può ben lavorarsi nè colpettine, nè coi cardi, ma è un miscuglio«Ielle due qualità e viene per lo più rifiu-tata dai fabbricatori. Se però i meticcifemmine accoppiansi nuovamente conarieti a lana fina, la seconda generazionesi riavvicinerà molto più a quella dei pa-dri e darà una lana che avrà di già unqualche valore. Operando in tal guisa al-la quarta o quinta generazione si avrà a-vanzato più che non sarebbesi fatto alladecima impiegando dapprima la razza dimerini comuni. Nondimeno in simili casigiova meglio quasi sempre introdurre larazza che si vuol possedere e conservar-la pura, a meno che non sia troppo dif-ficile procurarsi un numero abbastan-za grande di animali. Così fecesi appunto al primo introdursidei merini in Fran-cia e nell’ Allemagna, ed in oggi vedonsiassai pochi coltivatori adoperare l’incro-ciamento per questo genere di bestiame.Tuttavia pegli animali di paesi lontani èancora il solo metodo che sia a portatadella maggior parte degli allevatori. Setuttavia in questo caso la razza del paeseè troppo diversa da quella con la qualesi vorrebbe incrociare, si potrà procu-rarsi animali di una razza vicina menodiversa da quella straniera per fare 1’ in-crociamento.
Negli incrociamenli che si fanno frauna razza comune ed uno perfezionatanon si adoperano mai che i maschi diquest’ ultima. Potrebbersi ugualmenteimpiegare le femmine accoppiandole aimaschi di razza indigena , ma il metodosarebbe infinitamente più costoso e piùlungo, poiché un maschio basta per mol-te femmine e può dare ogni anno 4° a 5oprodotti. Per fondere una razza in un’al-tra accoppiansi di nuovo i meticci fem-
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mine prodotti dal primo incrociamentocon un maschio della stessa razza del pa-dre, e si continua in tal guisa fino a chedopo una serie di generazioni più non viabbia differenza alcuna fra la razza mi-gliorata ed il suo tipo miglioratore. Allo-ra soltanto quando la nuova razza è di-venuta costante, vale a dire, dopo la deci-ma e duodecima generazione,si può mol-tiplicarla da per sè stessa. In questa ma-niera crearonsi molte fra le più bellegreg-ge di merini dell’ Allemagna.
Come abbiamo però accennato, al prin-cipio di questo articolo, mediante gl’in-crociamenti si può non solo fondere unarazza inun’altra,ma eziandio crearne unanuova che partecipi in pari tempo dellequalità di tutte e due quelle onde proviene.Basta a tal fine sospendere l’incrociamentoquando i prodotti hanno acquistato dallarazza straniera^ conservato da quella indi-gena quel tanto che si richiede. Questometodo, che venne seguito e miglioratogeneralmente pei cavalli, benché sembria primo aspetto semplice e facile, presen-ta tuttavia gravi difficoltà ed esige unaprofonda conoscenza dell’ argomento edalcune diligenze e cautele senza le qualinon possono aversi buoni risultamenti.
Primieramente è impossibile determi-nare con certezza anticipatamente qualisaranno i caratteri, le forme, le qualità,ed i difetti che il prodotto erediterà dalpadre e quali quelli che erediterà dallamadre. Le nozioni che abbiamo date pre-cedentemente su questo proposito nonsono che approssimative, ed i principi!che se ne deducono, subiscono frequentieccezioni. Inoltre, quand’anche ciò nonfosse,sarebbe sempre impossibile stabilirecon esattezza in qual proporzione il pa-dre e la madre trasmettessero i loro spe-ciali caratteri, e fino a qual punto l’in-fluenza dell’ uno fosse neutralizzata daquella dell’ altro. Un solo fatto riferito