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Tomo XXVIII. [Supplimento.]
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1^4 Incrostamento

discendente nel tubo f ad oggetto diapprofittarsi della circolazione che il ri-scaldamento produce nel rimanente delliquido. Quello al fondo della caldaia an-dando sempre addensandosi diviene inol-tre assai più pesante che quello iu a, edimpedisce quindi ancor più che questo ul-timo liquido si rinnovi. In tal guisa le pulire e segnerebbero solo la gravità specificadell’acqua nel tubo a e non quella dell'a-cqua che è al l’ondo della caldaia. Il rimedio più semplice sarebbe di chiudere prima di fare una osservazione,il rubinetto d,aprire quello d e girare alcun poco quel-lo cosicché il tubo a potesse vuotarsi diacqua senza che uscissero le pallottoleÉ e. Chiudendo poi i rubinetti c ed aprendo quello d verrebbe nel tubo a l’a-cqua del fondo della caldaia e le palle e eindicherebbero quale si fosse la sua den-sità in quel momento. Senza quesla av-vertenza non crediamo potersi aver datisicuri da questo indicatore. In mancanzadi esso ognun vede che si avrebbe lostesso effetto estraendo poca acqua delfondo della caldaia e versandola in unvaso ove stesse un areometro; ma 1’ ap-parato del Seaward, adoperato in quelmodo che abbiamo detto, è più alla ma-no del macchinista e di uso più facile.

Il secondo trovato del Seaward consiste in un apparato per mantenere l’a-cqua in una caldaia a quel grado di sa-turazione che si desidera. Vedesi rappre-sentato nella fig. 3 ed è un vaso A di fer-ro o di altra materia A capace di reggeread una pressione uguale a quella che esi-ste nella caldaia,e di tale capacità da po-ter contenere 1^/30 di tutta l’acqua chevi ha in quella.

Questo recipiente è posto nel localeove è la macchina a vapore al di sopradel livello d’acqua della caldaia ed a talealtezza relativamente alla barca da po-tersi scaricare il liquido sul fondo della

Incrostamento

stiva o ai fianchi della nave. A questorecipiente è attaccato un robinelto b edun tuboc che si prolunga nella caldaia epiegandosi discende fino a 8 centimetri•Ibi suo fondo. Un altro rubinetto d po-sto anch’ esso vicino al fondo di questorecipiente va ad un tubo di scarica cche sbocca nel mare per la stiva o peifianchi della barca. Le chiavi di questidue robinetti sono legate in modo da noupotersi muovere 1’ una senza dell’ altra,essendo i fori loro regolati per guisa chequando quello d’ una chiave è aperto,Palli o sia chiuso, affinchè non vi sia maicomunicazione diretta fra l’interno dellacaldaia ed il tobo di scarica e. Invece diquesti due rubinetti se ne potrebbe por-re uno solo a tre lori. Quando 1’ acquasalala dopo avere servilo per qualchetempo è giunta al grado di densità o disaturazione che non vuoisi oltrepassare,il che dalle palle anzi lette viene indi-cato, deesi aumentare 1’ acqua d’ alimen-tazione della caldaia ed aprire il rubinet-to b che va al recipiente, chiudendo si-multaneamente per conseguenza il rohi-nello d. L’acqua saturata che è al fondodella caldaia spinta dalla pressione delvapore innalzasi allora e riempie il reci-piente, uscendo 1’ aria per la piccola val-vula f: quando il vaso è pieno chiude-si il robinetto b,aprendo per conseguen-za quello d. Facendo cosi ascendere P a-cqua nel recipiente,anziché evacuarla co-me al solito lo scopo dell’ inventore sifu di evitare gli ingorghi che le incrosta-zioni staccate dalla caldaia od altre ma-terie possono produrre nei tubi di eva-cuazione, come av viene anche troppo fre-quentemente col solito metodo,ostruendo-li e rendendoli inutili. La piccola valvula fbasta ad indicare quando il vaso A saràpieno,e tenendola aperta lascia uscire perd P acqua salsa. Se dopo una o più eva-cuazioni falle nella massa d' acqua della