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Tomo XXVIII. [Supplimento.]
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Incrostamento

caldaia, le palle dell’ indicatore areomc-trico, osservate in quei modi che in ad-dietro si è detto,vedonsi prendere e con-servare la loro posizione relativa, vale adire, 1’ una starsene a galla, mentre 1’ al-tra va al fondo,si avrà la prova essere lasaturazione giunta al grado conveniente ;se la palla inferiore salirà presso la som-mità sarà indizio che vi è ancora un ec-cesso di saturazione ; finalmente se la pal-la superiore andrà al fondo, ciò faràprova che il punto di saturazione nonsi è ancora raggiunto. In questo secondocaso cessasi dal fare evacuazioni, e nelprimo continuasi fino a che siasi rista-bilito l’equilibrio. Seavvard consigliava an-che di porre nel recipiente A una speciedi serpentino in cui girasse 1’ acqua dialimentazione della caldaia, togliendo intal guisa uH'acqna saturata una parte delsuo calore per riportarlo in caldaia,Perovviare gl'inconvenienti delle incro-stazioni ed ispessimento dell’acqua, Mand-sley e Field proposero invece un altro me-todo piti regolare per tenere sempre rinno-vata l’acqua del fondo della caldaia. Que-sti meccanici stabilirono che se si estraggedalla caldaia il 2 o o il 5o per cento dell’a-|equa concentrala in salamoia, ne risulteràun certo grado di salagione, dal quale, nonsi avrà nulla a temere, per quanto a lun-go continui l’azione dell'apparato evapo-ratolo, ben inteso che all’acqua ivi estrat-ta sostituiscasi una eguale quantità di acquadi mare naturale. Onesta estrazione dellasalamoia si fa mediante una tromba mos-sa dalla macchina stessa che leva la quan-tità di acqua anzidetta,incominciando adoperare solo allorché illiquido nella cnldaia contiene 5 volte più di sale che l’a-cqua di mare comune. Da quel momentola tromba leva altrettanto sale quanto sene depone per effetto della evaporazione,quindi l'acqua della caldaia non può maioltrepassare quel limile di saturazione, sia

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che agisca prontamente o con lentezza,cvitanilusi così uno fra i maggiori incon-venienti cui sieno soggette le navi a va-pore a lungo corso. Mandslry e Fieldproponevano eziandio di far passare P a-cqua calda in una capacità simile ad unrefrigerante formato di vari tubi di pic-colo diametro, attraverso i quali passaval’acqua diallimentazione, ricuperando intal guisa una parte del calore dell’ acquaestratta. Malgrado ciò la perdita di ca-lore è sempre considerabile, e non è inol-tre indifferente la forza necessairi permuovere la tromba di estrazione e quel-la che restituisce un eguale volume di a-cqun marina.

La condensazione per raffreddamentodelle pareti esterne, varie volte propo-stasi e da noi pure sempre raccoman-dala e con vantaggio adoperata quasiVenti anni fa, ora finalmente favorevol-mente accolta e trovatasi profittevole(V. Macchina a Vapore ), permettendoI’ uso dell’ acqua dolce anche sul mare,unisce alle altre utilità sue quella di evi-tare le incrostazioni.

Una terza maniera di riparare ai dan-ni degli incrostamenti consiste nell’aggiu-gnere all’ acqua delle caldaie alcune so-stanze le quali rendano i depositi piò fa-cilmente solutivi e meno aderenti, dimi-nuendone in tal guisa i danni e renden-doli più fucili a levarsi quando che occorre.Ottiensi questo effetto ponendo nell’acquatali sostanze che dienu una materia mol-le, sicché i sali unendousi formino mas-se spugnose che soprannotino nel liquido,e che possano facilmente levarsi di trat-to in tratto volando le caldaie. Diversesono le materie che vennero a questo uo-po indicale, ed agli articoli Caldaia no-tammo come venisse specialmente sugge-rito l’uso delle patate o della fecola di es-se; altri usano porre piccoli baccelli, cru-sca o simili materie fibrose, imi ci la ggi uose,