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lascia che un piccolissimo passaggio al-1’ aria ; siccome però abbiamo vedutoohe il termometro non segna che 38 gra-di, cosi il passaggio dell’ aria deve esse-re aozi in allora il più grande. Traggesiquindi pel rubinetto un piccolo filetto diacqua che si lascia gocciare fino a che ilregistro sia iuteramente disceso, vale adire lasci libera tutta l’ apertura. Dive-nendo in allora più attiva la combustio-ne della lampana H, il calore si accresce,l'acqua aumenta di volume, il^egistrosale, eil in proporzione a questa dilatazio-ne va ristrignendosi il passaggio dell’aria,giugnendo, se occorre, anche fino alpunto più alto, cioè ad otturar l’apertu-ra. In tal guisa la temperatura interna simantiene quasi costante. La lampana in-troducasi sotto il serbatoio per una aper-tura O che chiudesi con una porticella.Alla parte superiore del serbatoio B è sal-dato un tubo corto J che passa per unbuco fatto nel fondo del paniere ed è de-stinato a sostenere una ciololetta in cuimettesi un poca d'acqua. Basta smocco-lare il lucignolo della lampana mattina esera mettendovi allora anche l’olio. Pa-rimente di tratto in tratto si esamina illobo regolatore per vedere se si è eva-porata un poca di acqua e se il puntopiù alto e più basso della dilatazionecorrispondono alla minima e massimaapertura del registro. Lemare osservache in questi apparati conservasi bene ilcalore anche senza il regolatore, adattan-do in modo conveniente la forza dellalampana ed osservando spesso i termo-metri, coinè nel covatolo della fig. 4-Sorel immaginò ultimamente un appa-rato per 1’ incubazione che sembra com-binare tulli i vantaggi e nel quale Indossispecialmente il modo adottato per rego-lare la temperatura. Innanzi di farci adescriverlo, ci sia permesso notare nonaltro essere il regolatore di Sorel che
Inccbazione
una specie di Valvola idrostatica la qua-le, come a quella parola notammo (TvXIII di questo Supplimenlo, pag. 82),fino dal 1827 era stata dal compilatoredi quest’ opera proposta per quest’ usoe presentata anche al concorso de’ premid’industria.
Yedesi il covatoio di Sorel rappresen-tato in sezione ueila fig. 8. Componesidi una caldaia di rame cilindrica A fora-ta nel mezzo per dare passaggio al cam-mino, pel qoale sfuggono i gas risultantidalla combustione rii una lampana o riiun piccolo braciere posto nel Idi nello C.La parte superiore di questo cammino èchiusa, e 1’ uscita ai gas apresi per varifori laterali, comesi vede nella figura. Lacaldaia si allarga alla parte superiore eda quella inferiore per formare in entram-be dischi cavi, nei quali spargesi l’a-cqua calda. Questi due dischi comunica-nti anche fra biro mediante un certo nu-mero di colonne o tabi verticali dispo-sti intorno all’apparato, i quali scen-dono fino al disotto del piano del foco-lare C eh* è aneli’esso a doppio fondo enel quale l’acqua può spargersi. La par-te superiore della caldaia o suo coper-chio può levarsi quando si vuole, tantoper riempire d‘ acqua il vaso come peraccomodare il galleggiante. Quest’ultimoè una campana arrovesciata E, posta nelmezzo della caldaia e guernita al disopradi un cilindro che abbraccia il caminolungo il quale può salire e scendere li-beramente, giugnendo fino alla cima diesso. Ecco ora in qual guisa adoperisi1’ apparecchio e come agisca il galleg-giante.
Levasi il coperchio della caldaia e visi versa dell’ acqua calila che scendendopel mezzo e per tubi riempie i due dischied il piano del focolare. Quando la cal-daia è riempiuta ed è coperto d’acqua ilpiano della sua parte superiore, adattasi