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}| galleggiante tuffandolo arrovesciato, co-me dicemmo, nella caldaia. Siccome peio 1’ aria che contiene impedirebbe cbesiriempisse di liquido, così apresi un turacciolo che chiudeva un piccolo tubo eposto alla parte superiore del galleggian-te,ilquale lascia passar l’aria, che sfuggeintal guisa a misura che il galleggiante discende. Innanzi però che sia sfuggita tut-ta l’aria tornasi a porre il turacciolo,ed il galleggiante manliensi in equilibrionel liquido mediante il piccolo volume diaria che vi si trova rinchiuso. Quest’aria è quella che serve a regolare la tempera-tura, imperocché quando per effetto del-la intensità della combustione nel foco-lai- e, la caldaia acquista ori calore piùforte di quello che occorre, 1’ aria po-sta sotto al galleggiante prontamente di-latasi e scacciando dell’ acqua lo rende
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38 od à 4 °° come si vuole, per 24 edanche 3 G ore, senza variare di 1/2 e nep-pure di 1/4 di grado durante questo in-tervallo. Prima di porre nel covatolo leuova, le quali mettonsi, come si vede nel-la figura, sul fondo della caldaia e sopraun’assicella di legno, guernita di ovattadi cotone, lo si fa agire per qualche tem-po, e quando è giunti ad un andamentocostante si infornano le uova e chiudon9Ìle porle onde 1’ apparalo è munito.
Quello che vi ha ancora di interessan-te in questo covatoio si è 1’ esser dessi) acircolazione d’ acqua calda : in fatto l'a-cqua riscaldata innalzandosi all'estremitàsuperiore della parte cilindrica della cal-daia, si spande sul disco che ivi si trova.Colà perde una piccola quantità del suo-calorico e, premuta anche di continuo daquella più calda che va salendo,non tro-
più leggero. Questo sale tosto nel li va altra uscita che per alcune delle co-
quido, ed innalzandosi ottura i fori chesono alla parte superiore della canna delcamino ; intercetta cosi la corrente del-l’aria, rende la combustione meno attiva,la temperatura dell’ acqua si abbassa etorna al punto stabilito. Avviene il contrario se si abbassa la temperatura, poi-ché allora I’ aria che è nel galleggian-te, ristringendosi, lascia entrare dell’altraacqua ; il galleggiante diviene più pesante, scende, l’aria ha un’uscita più libera,e la combustione si avviva
In (al guisa si regolano con grandeesattezza le temperature mantenendoleal grado voluto , dipendendo il gradodi sensibilità del galleggiante dalla quan-tità di aria che vi si lascia. Con vari sag-gi, facili a farsi, si giugne a farlo agirealla temperatura voluta, e si termina poidi determinare il punto preciso mediantealcuni anelli di metallo che mettonsi alla9ua parte superiore, o levansi secondo ilbisogno. Quando si è giunti a questogradò, il calore nel covatoio manliensi a
torme per le quali scende fino al doppio-fondo del focolare, senza comunicare nelsuo passaggio col disco inferiore della cal-daia, a quella guisa che vedesi indicato nel-la figura a parte destra dalla direzione delle-frecce. Ben presto pel ò risale per la co-lonna opposta e per I’ inferiore che ivi-presenta un’apertura. Si vede in tal gui-sa che la temperatura si ripartisce ugual-mente irv tutte le piarli dell'apparato, co-me è facile convincersene mediante ter-mometri posti in vari luoghi. Per con-servare 1’ umidità necessaria alla salute edallo sviluppo dei [micini nelle uova, lacaldaia è cinta di un doppio invoglio dirame, nell'intervallo del quale versasvunpoca d’acqua che, con una lenta evapo-razione, dà la quantità di vapore necessa-rio relativamente alla temperatura.
Anche la parie superiore della caldaiapuò, durante l’incubazione, ricevere del-le uova poste sopra il cotone; ma quan-do sono nati i [micini levasi la ovatta ecopresi i! di sopra de la caldaia eoa un»