LABORATORIO
e lasceranno entrare dell’ aria nella fialadonde uscirà altrettanto liquido, sicché illivello del feltro b rimarrà costante. Se lafiala non cominciasse tosto il suo offizio,ciò che talvolta succede se il tubo è un po-co untuoso, un leggero scuotimento ba-sterà a farla agire.
Siccome 1’ acqua che cade verticalmen-te solleva alcun poco il precipitato, cosise si temesse perciò di un qualche incon-veniente, sarebbe facile rimediarvi chiu-dendo la estremità del tubo sulla fiamma ocon un turacciolo di sovero e facendoviquattro aperture circolari disposte duepiù a basso e due più in alto, le quali sifaranno facilmente presentando il tubo al-lo spigolo circolare della ruota mentre chegira. Invece che fare alla cima inferioredel tubo due o quattro fori, si può anchetagliare questa cima a doppia augnaturasulla ruota, il che facilmente si ottienepresentandoglielo inclinato. In tal casoperò il tubo dee avere internamente undiametro non minore di 8 millimetri: itubi coi fori hanno il vantaggio di poteressere più piccoli e di meglio prestarsiquindi al lavacro dei piccoli féltri.
Forbici. Ne occorrono due, una pic-cola, 1’ altra grande per tagliare le laminedi metallo.
Fornello. Avendoci fino da bella primaproposto di suggerire gli utensili per unlaboratorio alla portata di tutti e di pocaspesa, destinato a lavorare su piccole quan-tità per oggetto di studio e di esercizionelle pratiche della chimica, altro fornellonon troviamo necessario che varie spe-cie di lampane, alcune di quelle comunia doppia corrente di aria, altre ad alco-le. Oltre che per sé stesse nulla presen-tano queste di straordinario, riserbarcidobbiamo di parlarne all’ articolo Lam-pana, e qui ci limiteremo soltanto a de-scrivere una particolare disposizione diuna lampana, alla quale per la maggioreSappi. Dà. Tccn. T KFI.
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sua attività più particolarmente il nomedi fornello può convenirsi. Consiste que-sta semplicemente in una lampana comu-ne a doppia corrente d’ aria, il cui tubointerno però si è fatto comunicare colmantice della tavola che serve pel cannel-lo ferruminatorio, sicché vi si può intro-durre una corrente d’aria soffiata, la qua-le aumenta notabilmente il vigore dellafiamma. Violette suggerisce la costruzio-ne di una lampana di vetro a tal uo-po, veramente assai semplice, ma la fa-cilità con cui si trovano nel commerciole lampane a doppia corrente di aria ed iltenue prezzo di esse ci fa credere più uti-le servirsi direttamente di quelle, parti-colarmente preferendole lampade scorre-voli lungo un’asta di ottone, come vedesinella fig. 1 5. Quanto al tubo che vi ap-porta l’aria soffiata disponesi questo aquella guisa che si vede nella fig. i3. Iltubo q è quello che entra nel cannoneinterno della lampana ed è lungo o m , 2 o,avendo il diametro interno di o m ,o i 2 .Una sua cima è chiusa dal turacciolo s, at-traversato da un tubo capillare del diame-tro interno di un millimetro e mezzo, edè per esso che l’aria viene injettata sullafiamma. Siccome talvolta scola dell’ oliolungo questo tubo, cosi vi si adatta un pic-colo serbatoio i destinato a riceverlo, for-mato di un collo largo di boccia tagliatocon la lima e fissato sul tubo q median-te un turacciolo. Alla parte inferiore deltubo q adattasi quello del mantice che ri-salta sopra la tavola. Parlando dei so-stegni vedremo come dispongansi i cro-giuoli su questa lampana per le fusioniche con essa vogliono farsi.
Guardaviso. Certe operazioni chimi-che presentano alcuni pericoli, massimeper quelli che studiano e che non sonoperciò molto esperti ; tuttavia questi piùdegli altri trascurano di premunirsene, malconoscendo il pericolo e ritenendo quasi
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