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Tomo XXX. [Supplimento.]
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i 14 Laboratorio

pei' debolezza una ragionevole prudenza,ma duopo è che si ricordino i chimici piùabili essere stati vittime di terribili acci-denti. A tale motivo giova 1’ uso delle ven-tole che per lo speciale loro offizio chia-meremo guardatisi. Uno assai semplice èquello fatto con un pezzo di cartone sot-tile lungo o, m ao e largo o/"ao, attaccatotrasversalmente ad un manico di legno eforato di un’ apertura rettangolare lungao, m iS, larga o, m o5 su cui si incolla conlisterelle di carta una lastra di vetro. Conquesta ventola può invigilarsi assai da vi-cino una operazione senza temere i risul-tamenti di uno scoppio. In alcuni casi oc-corre avere le mani libere ed il viso gua-rentito, ed in allora si può fissare la ven-tola precedente sopra un piedestallo, o faruso di una maschera di cartone con duefori pegli occhi guerniti di vetro. Occorren-do riparare gli occhi soltanto può adope-rarsi un semplice pezzo di cartone sottiletagliato a quella maniera che vedesi nellafig. 14 con due vetri nei fori a e con duefili di ottone b che si adattano dietro agliorecchi come gli occhiali comuni.

Imbuto. Possono provedersi gli imbutidai vetrai od in mancanza di questi ado-perare un quadrettino cui siasi tagliato ilfondo a quella maniera che dicemmo perfarne le ciotole a fondo piatto. La partesuperiore è un imbuto. Conviene sceglierea tal fine fiale a collo diritto e stretto eprepararne di varie grandezze, gl’ imbutipiù piccoli essendo quelli di cui si fa usopiù spesso.

Lampana. Non istaremo qui a descri-vere la forma delle lampane ad olio, laquale in nulla è diversa da quelle comunisemplici od a doppia corrente di aria.Solo daremo la figura di quella che si di-ce sinombra che è comune nel commer-cio e che per la sua forum particolarmentesi presta alle applicazioni che più spessooceyrre di fame nelle chimiche operazio-

Labouatorio

ni. Vedesi questa disegnata nella fig. i5ed è assai comoda per riscaldare le cio-tole ed anche i crogiuoli, levando la va-schetta a ed introducendovi il cannellosoffiatore, come parlando del fornello dircemmo. Le stesse lampane semplici chesi adoperano per F olio possono ugual-mente servire con F alcole , ma nullaostante per questo vai meglio adoperareun semplice fiaschetto comune preparatoa quella maniera che vedesi nella fig. iG.Prendesi una boccia cilindrica b di vetrobianco, alta 8 centimetri e del diametrodi 5, a collo molto stretto, cioè del dia-metro di circa un centimetro, e tagliasi .con la lima la parte superiore o cordonein guisa da non lasciare al collo che uncentimetro di altezza. Scegliesi poi un tu-bo di vetro sottile a che entri quasi a sfre-gamento nel collo, scenda fino quasi alfondo della boccia ed innalzisi un pocaal di sopra del collo ; è destinato a conte-nere il lucignolo, ma siccome il contattodella fiamma lo farebbe spezzare, così in-troducasi a sfregamento nella parte supe-riore di un cannoncino corto di metallo efatto ravvolgendo una piccola lastra di ot-tone.- Questo cannoncino è alto i centi-metri e dee salire circa mezzo centimetroal di sopra del tubo a. Se il lucignolo dicotone non si tenesse sollevato nel can-noncino basterebbe comprimere questoleggermente con le dita schiacciando-lo in tal guisa alcun poco. Questo luci-gnolo fatto alla stessa guisa di quelli del-le solite lampane dee facilmente collo-carsi nel tubo senza essere troppo grosso,perchè altrimenti trovandovisi compressodifficilmente si inzupperebbe di alcole.Per impedire F evaporazione dell’ alcolequando la lampana non è accesa vi siadatta un coperchio fatto con un pezzodi grosso tubo intonacato all’ interno dimastice, e chiuso alla parte superiore conun corto turacciolo di sovero. Alla stessa