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Tomo XXX. [Supplimento.]
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Laboratorio

di vetro di o m ,oo3 a o"‘,oo/| di diame-tro interno, chiusi ad un capo, ed ivi ri-gonfi in forma di uovo. Vi si riscaldano lesostanze che decrepitano e quelle dallequali si vuol separare l’acqua, od altre so-stanze non combustibili. L’aria che circo-la nel tubo a cagione del rigonfiamento a-gevola molto lo svolgimento della sostan-za volatile ; ma si comprende che quandoquesta è combustibile, dovendosi evitare ilcontatto dell’ aria, vai meglio servirsi ditubi chiusi che non abbiano questo rigon-fiamento.

Turaccioli. I turaccioli di sovero ser-vono a chiudere le bocce, i quadrettini, itubi, od a riunire le varie parti di un ap-parato ; usansi quindi assai di frequente efa duopo averne un assortimento di variegrandezze e e specialmente di piccoli e al-cuni di molto grossi ; esser devono di buo-na qualità, possibilmente senza fenditure,fori, nodi o cavità ; questa scelta è moltoimportante,poiché sovente un cattivo turac-ciolo basta per mandare a male un’ opera-zione ; per conseguenza converrà farne per-sonalmente la scelta all’atto di comperarli.Spesso occorre tagliare e forare i turaccio-li ; operazione che dee farsi con la massimadiligenza, senza affrettarsi di troppo comefanno i principianti che riguardano questaoperazione come secondaria, non rifletten-do che da essa dipende 1’ esito delle loroesperienze. Un buon turacciolo fatto a do-vere non abbisogna neppure di luto.

Si tagliano i turaccioli con un coltelloa lama molto sottile e bene affilata ed iltaglio dee riuscir netto e senza che vi ap-pariscano lacerazioni. Quando vuoisi im-piccolire un turacciolo bisogna levarviprima mediante il coltello una parte delcontorno, quindi terminarlo con la limapiatta ; ma più sovente adoperasi questasola. Tiensi a tal fine un turacciolo con lamano sinistra e se lo soffrega con la limatenuta nella destra^ andando sempre dal-

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l’indietro all’ innanzi nel senso della lun-ghezza, ed avvertendo di farlo girare frale dita dopo ogni passaggio della lima,cosa che riuscirà assai facile quando siasifatta un po’ di pratica. L’ uso della ra-spa non è da approvarsi, poiché lacera ilsovero levandone come piccoli trucioli,mentre invece la lima piatta a dente finoriduce le supérficie nette e polite : il tu-racciolo deve essere alquanto conico e per-fettamente rotondo, affinchè si adatti a do-vere in una fiala od in un tubo.

Per forare un turacciolo se lo tiene bensaldo con la mano sinistra e si introducecon la destra la lesina o il punteruolonel senso dell’asse, poi vi si passa quellalima detta coda di topo, facendo scorrerela quale si riduce il foro alla grandezzaconveniente e ben rotondo ; i tubi devonoentrare in questo foro a forte sfregamentoe perchè passino più agevolmente si stro-picciano da prima con un poco di saponesecco. Si forano talvolta i turaccioli con unferro roven te, ma è difficile diriger benequesto ferro che spesso fa il foro troppogrande. I turaccioli tuffati nella cera fusagiovano per chiudere le fiale che conten-gono sostanze corrosive.

Tasca idro-pneumatica ed argiro-pneumatica. All’ articolo Idro-precmati-ca descritta abbiamo la forma che suoldarsi comunemente a questi apparati ne-cessari in ogni laboratorio per le diverseoperazioni sui gas, sia che trattisi di racco-glierli all’ atto della loro formazione, o ditravasarli da un vaso all’ altro. Una similevaschetta, ma in piccole dimensioni, saràutile avere anehe nel piccolo laboratoriodi cui parliamo unicamente pel travasodei gas, e potrà questa essere un catinocomune piuttosto largo e profondo ; senon che, a fine di meglio evitare le disper-sioni, gioverà adattare alla fiala in cui èil gas da travasarsi un turacciolo che abbiaun solco lateralmente § sia attraversato da