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Tomo XXX. [Supplimento.]
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un cannello di vetro aperto ai due capi. Fa-cendo allora in guisa che il solco del turac-ciolo sia nella parte più bassa e il tubonella più alta, e introducendo questo tubonel collo di una boccia piena di acquacapovolta, il gas entrerà in questa boccia,essendo scacciato dall’ altra dall’ acqua cheentrerà per la scanalatura del turacciolo.Gtiova altresì porre nel catino una tavo-le! ta con alquanti fori, una sezione dellaquale vedesi nella fig. 28, che mettesi som-mersa circa un dito al di sotto del livellodell’ acqua, e sulla quale si fanno poggia-re le bocce capovolte piene di acqua, rad-drizzandovi sotto quelle piene di gas, acciòquesti passino da una in 1’ altra.

Quanto al raccoglierà i gas nell’ altodella loro formazione, è chiaro che questavasca medesima potrebbe ottimamente ser-vire ; ma il Violette, dal quale questo arti-colo è tolto quasi interamente, suggerisceinvece un apparato formato di varie boc-ce ed assai semplice che vedesi montatointeramente nella fig. 29. Componesi que-sto di varie parti, vale a dire di un piattocomune pp largo circa o, m i 2, e di una taz-za ordinaria v. Giova che questa abbia unaaltezza di circa o,"'o8 ed una larghezzadi o, m o 7, che sia cilindrica, liscia, a fon-do piatto e sottile. Avvi poi una tavolettadi quercia, grossa un centimetro, lungaquanto il fondo del piatto e che mettesiin esso, senza per altro occuparne tuttala larghezza, e su di essa stanno piantatequattro aste di ferro r, fra le quali è tenu-ta ferma la boccia s in cui raccogliesi ilgas. Dee questa avere la capacità di i 5 ocentimetri cubici.) cioè, per esempio undiametro di o, ?n o6 e o, m o8 di altezza noncompresovi il collo. L’ apertura di que-sta boccia è chiusa e lutata ermeticamente,nè lascia passare che due tubi 1’ uno di-ritto c, l’altro a tre curvature d. Il tuboc ha o, m oo7 all’ interno è inclinato piùche 'e possibile é non tocca il fondo, ma

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giugne circa un centimetro distante diquello. E a grosse pareti e di tale lun-ghezza da innalzarsi al di sopra della parteinferiore della boccia s precisamente ditutta 1 ’ altezza della tazza v. L’ altro tu-bo d non ha che due millimetri di dia-metro interno ; una cima termina esatta-mente alla superficie inferiore del turac-ciolo e 1 ’ altra curvasi un poco. Il suobraccio d d! esser dee di tale lunghezzache la sua parte inferiore d! tocchi il fon-do della tazza v. Interessa molto che laboccia s sia ben chiusa e che il turacciolosia di tal natura da non esser distrutto dallaazione dei gas. A tal fine se lo fa dizolfo nel modo seguente. Tagliasi un tu-racciolo sottile di sovero e vi si fanno duefori nei quali entrano i due tubi c d. e losi caccia fino al basso del collo, poi, dispo-sti convenientemente i due tubi, colasi del-lo zolfo liquido al di sopra del turacciolo,in guisa da riempire tutta la capacità ri-masta vuota. Lo zolfo raffreddato non ade-risce al vetro, massime se siasi leggermenteunto con olio, e il turacciolo si leverà fa-cilmente. Staccasi allora il pezzo di sove-ro, j imettesi a luogo quello di zolfo e selo fissa con mastice in guisa da chiudereermeticamente ogni apertura; il che saràfacile conoscere se siasi ottenuto otturan-do con cera molle o col turacciolo ni 3lungo manico P apertura o, quindi riem-piendo d’ acqua interamente il tubo c edosservando se questa colonna scema dialtezza. Dispongonsi quindi tutte le cosecome si vede nella fig. 29, ad eccezioneche la bocca o lasciasi aperta, e si fa en-trare nel collo di una bottiglia arrovescia-ta piena di acqua. Riempiesi d’acqua dap-prima la boccia s pel tubo c e la tazza v,quindi mettonsi in una fiala a le sostanzeche devono dare il gas, e vi si adatta conforza e prontezza il turacciolo in cui si èfissato dapprima il tubo b. il quale pron-tamente introducasi nell’ altro tubo c del-