i6o Laminatoio
del fornello da un muricciuolo alto 6a 8 centimetri. La volta è leggermentecurva od ha molti fori pei quali sfug-ge il fumo in una specie di capanna chesta sopra il fornello. Affinchè il calorecircoli fra le lamine sostengonsi i capi conispranghette di ferro trasversali e mettonsiaitagli fra 1’ una e 1’ altra.
Siccome il rame nei varii riscaldamen-to e passaggi pel laminatoio copiosi di unacrosta di ossido che nasconde il color na-turale della sua superficie e ne altera leproprietà, così levasi questo immergendole lamine per alquanti giorni in una fossapiena di orina, quindi mettendole a riscal-dare nel ibrnello. Formasi dell’ammonia-ca che reagisce sul deutossido di rame ecombinasi a freddo con esso ; è pro-babile die in seguito per l’influenza delcalore, 1’ ammoniaca lo decomponga ed ilrame si scopra. Strofinansi le lamine conun pezzo di legno, immergonsi ancora cal-de nell’acqua per farne cadere l’ossido,quindi passansi finalmente a freddo sottoi cilindri per raddrizzarle; poscia riqua-dratisi e vengono poste in commercio.
Siccome nel passare il rame pel lami-natoio quando se lo comprime con forzasuccede che si curva rialzandosi, così tal-volta s’ impedisce questo effetto ponendodinanzi al punto donde escono le lamineun piccolo cilindro che le lien compresseall’ingiù impedendo che si rialzino.
Piombo. Si è detto nel Dizionario quan-to importi la purezza del piombo da lami-narsi ed in qual guisa colinsi le piastreprimitive che si devono poscia assoggetta-re al laminatoio. E questo formalo di duecilindri paralelli assai lunghi,a motivo del-l’uso che si fa nelle arti di lamine di piom-bo molto larghe : sono di ghisa sostenuti al-la stessa guisa che quelli pel ferro e mossida qualsiasi motore, ma specialmente dalvapore o dall’acqua in guisa da potersi lorocomunicare il moto facilmente in un verso
Laminatoio
od in quello opposto ; dopo aver fatto pas-sare la lamina di piombo da un lato bastaquindi invertire la direzione del moto perfarla tornare dall’ altro senza bisogno dimuoverla, il che esigerebbe molta fatica. Lelamine di piombo sono perciò sostenute dauna specie di rotoli di legno pjaralelli emolto vicini fra loro, mobili sopra pernii inguisa da poter facilmente girare mano a ma-no che la piastra di piombo avanza da unlato o dall’altro,e disposti ad ugualedistan-za dalle due parti dei cilindri che vengonoin tal guisa a riuscire nel mezzo. A cia-scun passaggio della lamina riavvicinansi dipiù i cilindri con quei mezzi che abbiamoin addietro indicati.
L’officina in cui è posto il laminatoioche abbiamo descritto centiene altresì lacaldaia per fondere il piombo, la formaper colarne una piastra della grandezza egrossezza che si conviene e finalmente unagi ù girevole per muovere facilmente que-sta piastra ed impegnarla sotto al lamina-toio.
La caldaia è di ghisa cinta di muro, epiù abbasso avvi un vaso o tr uogolo,pavi-menti di ghisa, in cui cade il piombo fusoquando apresi un rubinetto adattato allacaldaia ; questo vaso poggia sopra un im-basamento di muro in capo alla forma che èdirimpetto al fornello e sulla stessa linea. Iltruogolo occupa tutta la lunghezza dellaforma e contiene circa 55oo libbre di me-tallo ; la forma cui è accoppiato è sorrettada varii piè di legno e di costruzione soli-dissima, per non essere danneggiata dalpeso del truogolo e del piombo che essocontiene, il cui peso sostiene in parte finoa che gli operai lo abbiano vuotato. La for-ma è larga circa i m ,4° e lunga 2 metn,ha gli orli molto grossi e si può aprire daun capo per levarne con facilità le piastreche vi si colano. Quando si è fusa e net-tata dalla schiuma una quantità di piom-bo bastante a fare una piastra, sicché sia