Lampada
fasciato di cotone, bagnato di alcole edacceso, il cui calore riduce in -vapore illiquido onde è inzuppato il fascio di fili,e questo vapore uscendo pei pertugi siaccende ed in capo a pochi minuti que-ste fiammelle acquistano tanta forza dabastare a continuare la vaporizzazionedel liquido sulla cima del lucignolo. Siè osservato che nei primi momenti del-l’accensione le fiammelle erano opache egiallognole, ma poscia si facevano limpide emantenevansi candide, tranne un tenuecontorno giallo-pagliato, non oscillanti, sot-tili assai e lunghe 26 millimetri circa, for-mando corona alla suddetta sommità deltubo, assai simili in tutto alle fiammelleche escono dai becchi a gas. Sentissi unodore di resina di pino, vivo sì, ma nondisaggradevole, al momento in cui vennespenta la lampana. Al pari delle fiammed’Argand, la combustione dell’idrogeno diGuyot richiede un cilindro di vetro, mer-cè il quale avviene la rarefazione dellacolonna d’ aria sovrapposta e la corrente,trovandosi impedita ogni emanazione di fu-mo, che senza questo tubo, sarebbe assaisensibile. La lampana Guyot a 9 fiammellevenne posta a paragone con una lampanaCarcel, e per verità ne sostenne assai beneil confronto.
» Passando a considerare l’illuminazioneGuyot sotto 1 ’ aspetto economico, chiese-si ai proprietarii quale si fosse il di leiprezzo a Parigi . Ci si rispose che un litrodel liquido costava i fr -,i o e bastava peralimentare continuamente 5 fiammelle per22 ore di tempo. In proporzione g fiam-melle ne consumeranno adunque litri 1,80ovvero, i fr -,g8 .
» Ora abbiamo veduto che un fascio di 9fiammelle d’idrogeno liquido corrispon-de alla luce di una lampana di Carcelc per esperienza sappiamo che 3 o oncied’ olio d’ uliva bastano ad alimentare per22 ore la suddetta lampana di Carcel , e
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siccome tale quantità d’ olio costa i !r , 3 o,ne risulterebbe,all’appoggio di questi dati,che una stessa misura di luce, fornita dauna lampada Carcel, costerebbe circa 6centesimi all’ora, e con una lampana Guyotnon meno di io. «
Da cpiesta descrizione ci sembra pote-re quasi con certezza dedurre che l’idro-geno liquido di Guyot e la sua lampanaaltro non fossero che una ripetizione diquella ad alcole ed essenza, onde parlam-mo più addietro, e che come quella cadràin dimenticanza, non essendovi vantaggionel prezzo ad intensità uguale di luce. Ticabbiamo solo parlato con qualche estensio-ne perciò che crasi da alcuni esaltata comeun importante trovato. Yadremo in finedi questo articolo i risultamenti di alcuneesperienze di Karmarsch ed Ileeren ac-cordarsi con quelli che qui abbiamo riferiti.
Con leggera modificazione delle lam-pane, facendo in guisa cioè che tanto ilserbatoio di esse che i tubi pei quali ghi-gne da questo al becco la sostanza com-bustibile fossero mantenuti assai caldi,potrebbersi adoperare nelle lampane so-stanze solide all’ ordinaria temperatura,ma facilmente fusibili, e fra queste il sevoprincipalmente. Basterebbe, a tal fine, di-sporre il serbatoio a guisa di anello sicchéformasse parte del camino, e far passarenell’interno di questo i tubi che scendonoal becco, obbligando inoltre la corrente del-l’aria calda a scendere intorno a questo bec-co per poscia tornar a salire. Forse inmolti casi questa semplice modificazionerecherebbe importanti vantaggi economici,e se vi si aggiugnesse una corrente d’ ariasoffiata artifizialmente, potrebbe allora riu-scire ancora più utile, dando il modo dibruciare le resine, la trementina od altresostanze di poco valore. Tuttavia sarebbesempre non lieve incomodo il bisogno diriscaldare forse alquanto queste lampaneprima d’accenderle, difficilmente potendosi