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Tomo XXX. [Supplimento.]
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Lampana

lucignolo. Non sappiamo che sien>Hnai(atte lampane a becco galleggiale dietroquesto principio, e non crediamo che po-tesse giovare di farlo, poiché occorrereb-bero disposizioni più o meno complicateperchè 1’ alimentazione d’ aria si làcessenel modo più conveniente. Per ovviareadunque od almeno attenuare 1’ incon-veniente delle variazioni di livello, l’unicospediente che si trovò applicabile fu quel-lo di dare al serbatoio una superficie piùlarga che sia possibile, sicché P abbassa-mento del livello sia lento. Per evitarepoi 1’ obbietto dell’ ombra questi serbatoicollocaronsi da una parte, sagrificandocosì la luce che per di là si sarebbediffusa, ed un esempio di siffatte lampanevedesi nella fig. 6 della Tav. XI delle Ar-ti fisiche del Dizionario. Altri immagina-rono invece di porre 1’ olio in un largoanello che cingesse il becco da ogni parte,lasciando così libero ed illuminatolo spaziosottoposto e vicino ad esso : su questo prin-cipio si fonda la costruzione della lampa-na astrale che può vedersi rappresentatanelle fig. i 3 e 20 della tavola che citam-mo più sopra. Phillips modificò poi laforma dell’ anello dando alle Iacee supe-riore ed inferiore di esso, certe curve par-ticolari, e coprendo il tutto con una campa-na di vetro offuscato, la cui superficie in'ari sensi disperdendo la luce la porti do-ve la corona non avrebbe dato che unapenombra. Queste lampane, dette sinom-hre e rappresentate nella fig. 19 della Ta-vola succitata, arricchirono quei lampanaiche ne diffusero 1’ uso, ma perdettero po-scia grandemente del favore che avevano,quantunque 1’ uso ancora se ne sostenga.Uno dei non piccoli inconvenienti di que-ste lampane si è la facilità con cui 1’ olios innalza dall’ una parte più elio dall’al-tra se non si mettono sopra un piano benlivellato. A tal fine adattasi loro un turac-ciolo che chiuda esattamente nel tòro pelSappi. Dìi,. Tecn. T. Xf l

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quale iutroducesi 1’ olio, che nella figurasuddetta è segnato a. Sull’ estremità op-posta del diametro, vi si fa un piccolo co-no sagliente i, con un minuto forellinoalla cima, pel quale entra 1’ aria a misurache consumasi 1’ olio, senza che questopossa traboccare se non quando il livelloin a è alquanto più alto della cima delcono b , attesa anche la viscosità del liqui-do. Questa viscosità stessa però impediscetalora il rientramento dell’ aria, e se il tu-racciolo in a chiude ermeticamente, l’olionon può allora scendere nel becco e lalampana langue.

Perchè 1 ’ ombra del serbatoio riuscissedi minore incomodo, pensossi di collocar-lo più alto dell’ orlo superiore del bec-co ; ma è chiaro che in questo caso occor-reva moderare la discesa di questo olio,affinchè non venisse al becco con troppoimpeto e lo estinguesse; oppure non se-guitasse a spandersi per di sopra del bec-co anche quando non occorre, cioè quan-do la lampana è spenta. Questo effetto sa-rebbesi potuto ottenere, facendo abba-stanza stretto il tubo per cui 1’ olio di-scende al becco, o, meglio ancora, guer-nendo questo tubo di un robinetto chegirato couvenientemcate regolasse lo sco-lo dell’ olio, sicché tanto ne scendessequanto se ne consuma. Il robinetto avrebbedi più il vantaggio che si potrebbe sospen-dere lo scorrimento quando la lampana nondeve ardere. Invece del robinetto potrebbeanche usarsi una valvula conica interna,disposta in modo da potersi far avanzarepiù o meno, mediante un filo metallico cheuscisse attraverso del serbatoio. Sainte-Preuve dice aver fatto costruire in questamaniera alcune lampane clic agiscono otti-mamente. E bensì vero che lo scolo dell’o-lio va scemando a misura che il livello ileiliquido si altbassa nel serbatoio superiore,ma questa variazione è poca cosa, massi-me quando il serbatoio sia largo. Questa

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