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Tomo XXX. [Supplimento.]
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I 86 La»1»ANA

disposizione tuttavia non sembra doveriessere esente da gravi difeV i per la pron-tezza con cui 1’ olio ostruirebbe il forel-lino del robinetto o della valvola se nonfosse puro assolutamente.

Roberto Hooke per mantenere l’olio alivello costante nelle lampane immaginò diporre il serbatoio molto più alto pratican-dovi nel fondo un foro chiuso con unavalvula portata da un galleggiante che so-prannotava in una vaschetta, nella quale1’ olio era al livello stesso del becco. Echiaro che a misura che questo olio ab-bassavasi pel consumo il galleggiante scen-dendo lasciava aprire la valvula, sicchéscolava dell’ olio, fino a tanto che, rial-zatosi il livello di quello nella vaschetta, ilgalleggiante tornava a chiudere come pri-ma la valvula. Ben si vede però quantofosse difficile regolare il galleggiante contale esattezza che lasciasse uscire l’olio soloprecisamente quando occorreva, tanto piùche la valvula aveva a sostenere la colonnadell’ olio del serbatoio, la cui altezza ei a disua natura variabile, l’er tale motivo lainvenzione di Hooke venne abbandonata.

Il mezzo generale cui oggidì si ricorre,si è quello di mettere 1’ olio in un vasocapovolto, 1’ orlo della cui bocca riescaimmerso nell’ olio, e presso a poco allostesso livello della parte superiore del bec-co. Ne risulta che in tal caso la pressionedell’aria impedisce di scendere all’olio cheè nel vaso stesso, fino a che abbassan-dosi pel consumo il livello dell’ olio sot-toposto, e res taurio. fuori dal liquido labocca del vaso capovolto, entrano per essaalcune bolle di aria che permettono l’uscitaad una quantità uguale di olio.

La prima idea di questa disposizionedeesi a Cardano, pel che alcuni vollero asiffatte lampane dare l’aggiunto di carda-niche , altri invece dicendole barometri-che , perciocché il loro effetto dal pesoappunto dell’ aria dipende. Mariotte im-

Lamimna

nraginò un vaso che porta il suo nome eche impiegasi nelle scuole di fisica permostrare appunto la resistenza che oppo-ne il peso dell’aria. Siccome interessa pei-la buona costruzione delle lampane di far-si un’ idea esatta degli effetti di questi ser-batoi superiori, così descriveremo qui suc-cintamente la disposizione immaginata daMariotte .

Prendesi un vaso V (fig. j) a due tu-bolature, le quali ricevono due turaccioliche non lascino passare nè l’acqua nèl’aria, e sono attraversati da due tubi S, Taperti ai due capi. Iliempiesi questo va-so di un liquido qualunque. Quandosi abbassa il tubo superiore S fino all’ al-tezza di quello inferiore T, l’aria chescende per l’interno del primo facen-do equilibrio a quella che entra pel secon-do, il liquido non può uscire. Ciascuna diqueste duo pressioni dell’ aria operandoinsieme per sostenere 1’ acqua del vasoche è al di sopra dello strato in cui pescail tubo T, alla stessa maniera che si sostie-,ne il mercurio in un barometro. Se inqualsiasi modo levasi una goccia del liqui-do pel tubo T producesi tosto una rare-fazione nel Vaso V, ed entra pel tubo Suna bolla d’ aria che st\le in alto : adogni goccia di liquido cosi levata cor-risponde una bolla d’ aria che entra, co-sicché il livello nel vaso V si va sempreabbassando senza che il liquido cessi dimettersi sempre in equilibrio con fatino-sfera nel tubo T. Ora è chiaro che se altubo T fosse adattato il becco di una lam-pana, questa sarebbe a livello costante eda serbatoio superiore, entrando dell’ arianel vaso Y, mano a mano che per la com-bustione si andasse consumando dell’ olio.A questa maniera adunque potrebbesi di-sporre il serbatoio di una lampana, maconverrebbe guernire il tubo T di un ro-binetlo per poter aprire il turacciolo in S.quando occorre rimettere 1’ olio. D’ ordi-