Lampada
le deposizioni che 1’ olio vi potesse lascia-re e la difficoltà di nettarli.
Se il becco invece è troppo largo man-da dell’ ombra all’ intorno ; il lucignolobrucia fino alla superficie dell’ olio, nèsi può quindi avere il vantaggio che bru-cii a bianco, e la evaporazione stessa del-1’ olio circostante raffredda la fiamma ; fi-nalmente non si può in tal caso mantenerel’olio più alto dell’ orlo superiore delbecco, poiché troppo presto trabocche-rebbe con poco o nessun vantaggio. Daqueste riflessioni deducesi che per le lam-pane, in cui l’olio è a livello inferiore deldi sopra del becco o si va abbassando, èforza tenere lo spazio anulare piuttostolargo che no. Per le altre lampane poi gio-va piuttosto che il becco sia stretto, e meglioancora che sia largo in tutta la sua altezza,ma si vada restrigendo verso la parte su-pcriore, avendosi così il libero corso dcl-l’olio senza perdere il giovamento chereca il contatto del metallo col lucignoloper mantenerne preservata la base e farlobruciare a bianco. La parte superiore delbecco poi gioverà che sia piana anzichéinclinata al di fuori, come da molti si pra-tica, perchè questa inclinazione impedisceche 1’ olio si mantenga alquanto più altocome dee fare
Di una particolare disposizione adope-
Lampada ir).')
te polìflamme , riescono perciò vantaggio-se quando vogliasi riunire molta luce inpiccolo spazio, e si adoperano quindi congrande vantaggio nei Fari (V. questa paro-la) e si potrebbero eziandio applicare u-lilmente, a nostro parere, pei lumi cheprendono in mezzo alle sale dei teatrie che per la loro gran molle riescono ditanto incomodo agli spettatori.
Aiterà del lucignolo. Non basta che1’ olio ed il lucignolo sieno della migliorqualità, che il livello sia il più opportunoe la forma del becco regolata dietro lenorme migliori; ma è duopo altresì che1’ altezza della parte sporgente del luci-gnolo abbia una data misura, oltrepas-sando la quale, o stando di essa al dissottola combustione si fa sempre con isvautag-gio. Tuttavia questa circostanza, tanto im-portante al buon effetto delle lampane, stain balia delle più rozze e materiali perso-ne, le quali volendo ottenere dalle lampa-ne maggior forza di luce che non possonodare regolarmente, fanno si che anche le mi-gliori producano fumo, vani riuscendo tuttigli studii fattisi dall’ inventore e dal costrut-tore per ridurre la lampana quanto piùperfetta è possibile. È per questo riguardoche gioverebbe principalmente 1’ uso dilucignoli da mutarsi giornalmente,che po-
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ti a luogo avessero 1’ altezza dovutarata per ottenere da un becco una luce!senza che questa potesse variare menoma-fortissima gioverà qui far parola ed è quel- mente. Potrebbersi omettere allora tutti
la che venne suggerita da Rumford, for-mata di parecchi lucignoli piatti par-nielliposti a poca distanza gli uni dagli altri, eframezzo i quali saliva liberamente 1’ a-ria. Poscia si fecero sullo stesso principiolampane a vari lucignoli circolari concen-trici, ed all’ articolo Ii.i.vmikazione in que-sto Supplimento (T. XIII, pag. 13?) si èveduto come, dietro le esperienze di Ere,
quegli apparati fumivori o fumifughi chesembrano accusare di imperfezione le lam-pane, mentre invece non per altro diven-nero necessarii che per la ignoranza di chile adopera. Esaminando quale sia que-st’ altezza da darsi al lucignolo al di sopradell’ orlo superiore del becco, non si puòcertamente stabilire alcuna generale misu-ra, siccome quella che dipende dalla qua-
la luce di una di queste lampane siasi tro-.lità dell’olio, dalla grossezza del lucignolo,rata uguale a quella di nove lampane!dalla forma del becco, dall’attivila dellemeccaniche comuni. Queste lampane,det-Jcorrenti d’ aria interna ed esterna, ma più
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