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Tomo XXX. [Supplimento.]
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a4a Lampone

che riscaldata lascia precipitare dell’ ar-gento ripristinato,

(Berzelio — Giovanni Pozzi.)

LAMPICO (Acido) .V .Acido lampico.

LAMPIONE. Il Tommaseo osservaconvenirsi propriamente questo nome aquella specie di lanterne aperte od anchechiuse che servono per illuminare le stra-de, le scale ed anche portatisi in giro. Diceche la differenza fra lampione e lanternasi è che il primo può talvolta essere chiu-so, la seconda giammai, e nota che entram-bi poi vengono in molte parti d’Italia dettiferale,

(Tommaseo.)

LAMPONE ( Rubas idaeits. Linn.)Questa pianta, conosciuta generalmente franoi col nome di Jrambo o Jramboe , ve-nutogli dal francese J'ramboise, cresce na-turalmente nei luoghi di montagna dellaEuropa ed avvene parecchie varietà, lamigliore fra le quali però si è quella chedicesi lampone dei boschi e trovasi nellealte montagne, ha frutta piccole, ma disapore assai zuccheroso e di odore moltosoave. Coltivasi questa pianta per le suetrutta e domanda una terra leggera, frescaed ombreggiata e P esposizione a levanteo ponente; al settentrione getta rampolliassai vigorosi e dà frutta più grosse, mache non sono così saporite e copiosecome quando ricevono la influenza delsole. Si moltiplica per polloni e per se-mi ; il primo mezzo però è preferito ,perchè abbondantemente i polloni sorgo-no dalle sue serpeggianti radici ; si levanoquesti prima o dopo P inverno per met-terli in piantonaia, oppure al posto. Co-me tutte le specie del genere dei rovi, co-sì anche gli steli del lampone muoiono do-po avere portato frutta per tre o quattroanni, di modo che uno dei principi! del-la loro coltivazione si è quello di tagliareloro ogni anno alcuni vecchi steli, per pro-muovete la nascita di quelli che devono

Lampone

subentrarvi. I giovani steli, che sono or-dinariamente assai lunghi e gracili, nonportano frutta nel primo anno, talvol-ta nemmeno nel secondo, quando con-tinuano al alzarsi ; e suscettibili di darnediventano soltanto dopo avere gettatorami laterali, pel che sarà ben fattodi arrestal e questi giovani steli all’ al-tezza di due o tre piedi, per far loro get-tare simili rami. Tali operazioni si fannoordinariamente alla fine di autunno od inprimavera. Si dice, che una piantagione dilamponi non possa restare più di dieci»dodici anni nello stesso terreno semasmugnerlu. Quindi sarà meglio prevenir* iche oltrepassare questo termine. j

Se si volesse iàre una seminagione di ;lamponi conviene praticarla in autunno, !poco dopo la maturazione del frutto inuna terra leggera ed ombreggiata, stac-ciandone i frutti fra un poca di terra diesi sparge sul suolo, dopo averla lascia-ta seccare ; questa seminagione poi si co-pre con una linea appena di terra. Il pian-tone acquista nel primo anno 1’ altezza dialcuni pollici, e può essere ripiantato nelsusseguente inverno alia distanza di sei pol-lici, in un suolo esposto egualmente al-1’ ombra, e ben preparato. Al terzo o quar-to anno poi soltanto sarà opportuno col-locarlo al posto, e non darà copiose frut-ta che al sesto anno.

Gli usi che si fanno delle frutta dellampone sono assai numerosi, poiché ol-tre al mangiarle, che riescono di saporeassai grato, se ne fanno conserve, levandoloro i piccoli granellini simili a vinacciuo-li che tengono, e mettendoli in vasellinidivetro conditi con zucchero ; o spremendo-ne il succo dopo averli acciaccati e facen-dovi scorrere sopra piccole quantità dia-equa, Preparati nell’uno o nell’ altro mo-do servono poi a dare una grata bibitastemperandoli nell’acqua, od a comunica-re il loro sapore ai i nsolii, ai gelati e ad al-