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parla per farne strame ed aumentare lamassa dei concimi o per bruciarla nei fornì.
I bestiami la mangiano, ma non ne rannoperò in cerca. Se ne fa poi uso frequentein medicina, siccome emolliente, rinfrescan-te e detersiva.
(Bosc.)
LANA. Col nome di lana nella nostralingua propriamente si intende quella so-stanza filamentosa che vedesi sulla pelledegli agnelli, delle pecore e dei castrati,comprendendosi quella degli altri animalisotto il nome generale di Peli (V. questaparola) ; pertanto in questo articolo dellalana propriamente detta ci occuperemosemplicemente, argomento per sè stesso va-stissimo e della maggiore importanza per laindustria manifaltrice. Premesso un brevis-simo cènno sulla storia di questa sostanza,terremo alquanto discorso sulla scelta de-gli animali che la procurano, e sullecure da prestarsi loro perchè la lana rie-sca migliore che sia possibile; eonsidere-mo il modo di raccoglierla, cioè di fare latosatura, e la quantità che se ne può spera-re da ciascun animale. Giunti in tal guisaad avere la lana, vedremo quale ne sia lanatura, di che proprietà chimiche e fisi-che sia fornita, quali doli principali involume, così riesce pure assai utile per lessa ricerchinsi e quali ne sieno i difetti;adescare i lucci, le trotte ed altri pesci indicheremo il modo di esaminarla e di
Lamesana
Ire preparazioni del distillatore e del cre-denziere. Lo stesso succo del frutto dellampone lasciato fermentare dà una spe-cie di vino che è assai forte e piacevole,e dal quale può ottenersi con la distilla-zione un’ acquavite assai spiritosa. In va-rie parti della Polonia questo vino tieneluogo di ogni altro pel popolo. Scheele che fece l’analisi di queste frutta trovòche contengono proporzioni all’ incirca ti-gnali di acidi nitrico e malico, oltre chezucchero, gomma, albumina vegetale, aci-do peltico, sali di potassa e di calce ed a-cqua. I bestiami mangiano inoltre volentie-ri le foglie e specialmente la sommità deigetti che tagliansi nell’ autunno.
(Francesco Gera—Loiseleur Des-longchamps — Berzelio.)
LAMPREDA di fiume.' Questo pesce,detto da Linneo petromyzoin-branchialis ,abita costantemente nei fiumi e nei ruscel-li senza mai scendere all’ imboccatura nelmare, e si prende con reti fitte, addescan-dolo con intestini di pollo o simili so-stanze ; è buono a mangiarsi e se neimbandiscono le mense, ma a molti làribrezzo per la sua somiglianza coi lom-brichi o vermi terrestri. Siccome resistia lungo prima di morire ed è di piccolo
voraci che amano fare preda di animalivivi.
(Cloquet.)
LAMPREDOTTO. Vivanda fatta conl’intestino di vitello e di altri animali, dettaanche dai macellai molletta.
(Alberti.)
LAMPSANA ( Lampsana comunis).Questa pianta, che cresce naturalmente espesso in gran copia negli orti, nei boschi,fra le siepi,sulle macerie ed in altri siti om-
sceglieila opportunamente secondo i biso-gni ; pialleremo del modo di lavarla, di ri-durla in balle e di conservarla, ne anno-vereremo gli usi e daremo un mezzo perdistinguere le falsificazioni che ne venisse-ro fatte.
La storia fa risalire sino alla prima etàdel mondo il tempo in cui gli uomini siapplicarono ad educare e coltivare le be-stie lanute.La principale ricchezza dei pri-mi abitanti della terra consisteva in greg-
breggiati, sorgendo all’altezza di due otrejgi di pecore. I Romani riguardavano que-piedi, merita solo di essere ricordata, per-jsto ramo della pastorizia come essenziale,chè dove abbonda può essere utile di strap- Numa volendo dar corso alla moneta, del-