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Tomo XXX. [Supplimento.]
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LàNA

sostenere il concorso e la gara, e pre-sentò in questo modo un indizio delia su-periorità che avrebbe in appresso otte-nuta. Anche in Italia si introdussero mol-te pecore di razza spaglinola ed alcuniarieti merini, e se ne ottenne assai buonsuccesso in qualche parte.

Quanto alla scelta degli animali deesiparticolarmente trattarne agli articoli Pe-cora e Merino e se ne è già parla-to agli altri Agnello , Castrato e Greg-gia ; parimente è in questo caso applicabi-le quanto, stando sui generali, si disse agliarticoli Imbastarmmento ed In crociamentosui modi di evitare che una buona razzasi guasti odi migliorarne una cattiva; per-ciò inutile sarebbe di qui ripetere quellenotizie che nei luoghi enumerati meglio sitroveranno al suo posto.

Anche le cure da aversi per la salutedegli animali lanuti e perchè diano piùabbondante o migliore il prodotto del lo-ro vello, devono formare soggetto di piùesteso discorso agli articoli qui addietrocitati, e pertanto non di altre cure qui in-tendiamo di parlare se non se di quelleche pel solo oggetto di migliorare le lanesi usano,e queste a tre si possono ridurree sono: il rivestimento delle pecore, il la-vacro di esse, e l’imbianchimento dellemacchie che presentano gli agnelli.

La utilità del vestire di tela le pecoreguarentendo cosi da ogni imbratto le laneche le ricoprono, obbligandole ad incre-sparsi ed evitando che ne perdano partesugli sterpi od altrimente, non è certocosa da potersi mettere in dubbio; ma, co-me dicemmo nel Dizionario , la grave spesache questa precauzione cagiona impedisceche si possa adottarla, poiché il vantag-gio che se ne avrebbe non potria com-pensare certamente la spesa. Aggiugniamodi più che in alcune notizie pmbblicatesisui metodi di ellevamento delle pecore chedanno lane elettorali in Sassonia non par-

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lasi di quello espediente, sicché sembranon esser vero che lo si usi neppure peresse. L’unica avvertenza in questo propo-sito si è di tenere la specie di fasciaturasempre assettata al corpo dell’animale, sic-ché la lana se ne trovi compressa, e di ba-gnare ogni giorno con acqua tiepida latela. Sembra che anche gli antichi avessero1’ uso di coprire con una pelle preparatale loro più belle pecore e quelle che era-no più atte a dare una lana fina, e le chia-massero perciò oves pellitac.

Il metodo di lavare le lane sul dosso del-1’ agnello suol praticarsi principalmentenell’ Alemagna ed in Sassonia , e ad esempiodi que’paesi sembra essersi altrove diffuso.Parecchi distinti agronomi tuttavia, fra iquali il Buse e Filippo Re , credono questapratica piuttosto nociva che utile, perchèimpedisce la traspirazione degli animalisenza rendere più fina la lana. Sotto que-sto aspetto torneremo forse a considerarela cosa all’ articolo Pecora , limitandoci adosservare per ora che 1’ uso che se ne fada gran tempo in molti paesi mostra perlo meno che il danno da essa recato nonè molto grande, e che le lane ne risentonopalesemente un vantaggio : perciò senzapiù descriveremo qui le maniere di farequesto lavacro nei diversi paesi.

Daubenton insegna che per lavare lelane sul dosso degli animali conviene farentrare ciascun castrato nell’ acqua corren-te, fino a che questa gli giunga almeno allametà del corpo ; poscia il pastore entraaneli’ esso nell’ acqua fino alle ginocchia,passa la mano sopra la lana e la spremeripetutamente per ben nettarla. Nei paesidove mancasi di acqua corrente o quandonon abbiansi che pochi animali lanuti pos-sonsi lavare in vasche nelle quali si tuffa-no versando con un vaso dell’ acqua sullalana dei castrati nell’ atto stesso che se laspreme a mano. Dovunque abbiasi vicinouno stagno od un fiume è meglio tuffarvi