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Tomo XXX. [Supplimento.]
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Lì*ì

si agevola chiudendo tutte le aperture del-la stalla che possono dare accesso a cor-renti di aria e raffreddare i castrati. Ilgiorno dopo si conducono pure rapida-mente le greggi all’ orlo del ruscello perassoggettarle al lavacro, esponendole menoche sia possibile all’ aria affinchè i vellinon si secchino, nel qual caso le sozzuretrattenute dalla materia grassa della lananon si staccano più col lavacro a freddoed a fatica si levano eziandio poi col digras-samento nelle officine.

Il numero di volte che occorre di farpassare i castrali nel bagno ad alcuni mo-menti di intervallo per nettarli compiuta-mente dipende dalla temperatura,dallo sta-to dell’ atmosfera e dalla razza degli ani-mali. I merini sopraffini sono più difficilia lavarsi dei meticci o dei castrati comuni.Tre a quattro volte bastano spesso per cer-te greggi, mentre altre invece hanno biso-gno di essere sottoposte sei a nove volte aquesta operazione. In tutti i casi si giu-gnerà più presto allo scopo voluto se pa-recchi i pastori passansi l’uno all’ altro ilcastrato nel bagno, aprono, snettano e la-vano convenientemente il vello, aiutanogli animali ad uscire dal bagno ed impedi-scono loro di piegarsi sotto al peso dell’a-cqua onde è carico il loro vello, di cade-re e di lordarsi.

Si cercò di migliorare questo metodo evi si pervenne nel modo seguente. Si co-struisce con tavole o con muro un bacinoo lavatoio di forma oblunga vicino ad uncorso di acqua in guisa da potervela in-trodurre o levare a volontà, e di grandez-za proporzionala al numero di castrati chesi vogliono lavare, ed a ciascun capo vi sifa una cateratta disposta in modo che ilbacino contenga ad un metro d’acquasoltanto. La profondità dee andare sce-mando verso le estremità, perchè i castralipossano scendere e risalire facilmente. Se-condo Pelri, in un simile bacino largo 4

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metri e lungo ao, con sufficiente numerodi pastori e conveniente abbondanza diacqua,si possono lavare da gooaiooo ca-strati al giorno. L’immollamento si pratica,come si è detto precedentemente, làcendoche i castrati attraversino il bacino a nuo-to, senza lasciare scolar l’acqua,ma soltan-to rimettendo quella che levarono coi lo-ro velli. In questo passaggio una partedell’ untume si discioglie e forma con l’a-cqua del bagno intiepidita dal sole, unaspecie di soluzione saponacea che nellesuccessive immersioni contribuisce allosnettamento della lana. Questa prima ope-razione, come si vede, serve ad umettaree penetrare la lana non che le sozzureche contiene.

Tosto che esce dal bagno 1’ ultimo ca-strato, riprendesi quello che era passato ilprimo, poi gli altri con lo stesso ordine, esi là loro attraversare un’ altra volta il ba-cino. Allora 1’ acqua del bagno ha acqui-stato tutta la sua proprietà dissolvente estacca la maggior parte del sudiciume dalvello. A questa seconda operazione segueuna terza immersione, dopo la quale, mal-grado le molte sporcizie che galleggiano nelbagno, la lana è abbastanza bianca e netta.Quando è finita i castrati riconduconsiprontamente all’ ovile e là si tengono bencaldi sopra un grosso strato di paglia fre-sca. Dopo il bagno apresi la cateratta discarico ed anche alcun poco quella che lasciagiugnere l’acqua, per mutarla interamente.La mattina del giorno dopo sull’ alba siopera il lavacro. Alcuni pastori disposti indue file con l’acqua fino alla cintola, pas-sansi da uno all’ altro i castrati in sensoopposto della corrente, ciascuno spremen-do la lana in guisa da farne uscire il li-quido torbido che contiene, e così di se-guito fino all’ ultimo posto vicino alla ca-teratta ove 1’ acqua affluente è più netta e'più pura. Se i luoghi permettono di ver-gare 1’ acqua nel bacino a vari filetti, i