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Tomo XXX. [Supplimento.]
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nere che pochissima sostanza corrispon-dente all’ estratto acquoso della carne ,poiché la porzione insolubile nell’ alcoleè una materia interamente polverosa, chetrattata coll’ acqua, fornisce una dissolu-zione poco colorita.

Acido lattico. Quest’ acido venne sco-perto da Scheele , che lo trovò nel lat-te inacidito, ove esiste effettivamente inmaggior quantità che altrove. Ma trovasianche nel latte fresco, e da esso dipendela sua proprietà di arrossare il tornasole, equella dell’ estratto alcolico soprammento-vato di reagire alla maniera degli acidi.Parlasi più estesamente di quest’acido edei suoi sali, all’ articolo Lattico e Lat-tati.

Sali del latte- Alcuni di questi salisono solubili nell’ alcole a o,533 ; altrinoi sono che nell’ acqua, e molti non so-no solubili neppure in essa. I primi sonogli stessi assolutamente di quelli che esi-stono nell’ estratto alcolico della carne,cioè combinazioni di acido lattico, princi-palmente con potassa e con piccole quan-tità di soda, di ammoniaca, di calce e dimagnesia, del cloruro di potassio e di so-dio. Bruciando - 1’estratto alcolico del lattedi vacca, la cenere contiene del carbonatoe del cloruro di potassio, nella proporzio-ne di i : 5.1 sali del latte insolubili nell’a-cqua debbono essere solfato di potassa efosfato di potassa e di soda. Berzelio nontrovò acido solforico nel siero del latte divacca: alcune gocce di cloruro di bariteversatovi, non produssero alcun precipita-to. Peraltro, quando vi esista, il migliormetodo di determinare la quantità relativadegli acidi solforico e fosforico, consistenello sciogliere nell’acqua una quantità de-terminata di estratto acquoso di latte, so-prassalurare il liquido con l’ammoniaca cau-stica, raccogliere sopra un feltro il solto-fpslqto di calce che si precipita, e versareUfia soluzione di cloruro di barite nel li-

Lattiì

quore feltrato, finché non si produca piùalcun precipitato. Lavasi bene il precipita-to e si fa arroventare, poi si scioglie nell’a-cido idroclorica, che lascia il solfato di ba-rite. Riguardo al fosfato di barite disciolto,lo si precipita con 1’ ammoniaca, si pesadopo averlo fatto arroventare, e si trasfor-ma in solfato di barite, per determinare laquantità di barite contenutavi ; quantità cherende nota in conseguenza quella dell’ a-cido fosforico. Delerminansi le basi con laanalisi ordinaria del liquore, precipitatomediante il cloruro di barite. La determi-nazione del fosfato e del solfato alcalinoin una sostanza animale, con la sola calci-nazione della massa, può riuscire inesattaper molte ragioni ; poiché, durante la com-bustione, lo zolfo ed il fosforo di una ma-teria animale producono una certa quanti-tà di acidi solforico e fosforico, ohe pri-ma non esistevano allo stato di acidi nelliquido; e può avvenire, in altre circostan-ze, che un solfato già esistente si trasformiin solfuro alcalino. E vero che questo ef-fetto non avviene, secondo Frommherz eGugert, finché il carbone rimanente con-tiene nitrogeno, perchè al carbone nitrs-genato manca la proprietà di formare unsolfuro alcalino; ma il carbone lasciatodallo zucchero di latte produrrebbe infal-libilmente questo risultamento. Se si so-stituisse il siero feltrato all’ estratto acquo-so di latte, per far 1’ esperienza si avreb-be l’inconveniente che del lattalo di calcee di magnesia si precipiterebbero allo sla-tu di fosfati, pel che otterrebbesi una quan-tità troppo piccola di fosfato di soda.

Finalmente i sali del latte insolubili nel-1’ acqua sono fosfati di calce e di magne-sia, con un indizio di fosfato di ferro, mparte disciolti nell’ acido lattico libero, wparte anche combinati con la materia ca-seosa sciolta, come si disse precedente-mente.

Si è detto che il latte di asina e quell#