3 So Latte
Latte di luna. Si dà in Toscana questonome ad una sostanza analoga all’ argil-la, detta anche agarico minerale o lilo-marga , notabile per la sua leggerezza, a-vendo, secondo, il Fabbroni, la densità di0,3^2 e talvolta ancora di 0,062 soltan-to. Galleggia sull’ acqua fin che non sianeimbevuta ; è arida al tatto, la sua polvereè assai dura, ed ottima quindi quando è• fina per la politura dell’ argento. Ila lequalità della terra macerata degli artigiani,le quali pare che debba alla grande-quantitàdi selce finissimamente sminuzzata che con-tiene. Difficilmente si stempera nell’acqua,nè vi si impasta : ma resiste perfettamenteal fuoco, ove perde un ottavo del suo pe-so. Non si fonde al fuoco di porcellana,ma vi s’indurisce molto e vi si ristrignedi 0,23, senza però aumentare molto didensità, nè ribolle cogli acidi.
Diverse varietà di questa argilla si co-noscono. Una è stata trovata presso S. Fio-re nel Senese fra Arcidosso e Castel delPiano : è in massa,poco fissile,di un bian-co leggermente grigio, con qualche tintagiallastra, e vi si scorgono impressioni dipiante. Il Fabbroni ne ha fatto matto-ni galleggianti sull’ acqua, che sono po-chissimo conduttori del calore. Non vedia-mo la ragione perchè sia stata chiamata fa-rina fossile od agarico minerale, nomi piùpropri ad imbrogliare, che a schiarire, poi-ché si riferiscono alle varietà pulverulentio spugnose di calce carbonaia, e sebbenepossano contenere magnesia, questa perònon è un costituente essenziale, ed i ca-ratteri ne sono assolutamente differenti daquelli dell’ argilla leggera.
Il Fabbroni pubblicò la seguente anali-si di questa^sostanza :
Latte
Silice.
. . o,55
Magnesia ....
0,1 5
Acqua ....
• . 0,14
Allumina ....
0,12
Calce.
o,o3
Ferro ,
0,01
1,00.
Nei monti Coiron, dipartimento delI’Ar-deche, sulla strada da Loriol al castello diIìoche-Sauve, Faujas trovò delle argille,che possono riguardarsi come sotto varietàdell’ argilla leggera, c che sono leggere al-meno quanto la precedente, ugualmente a-spre al tatto, appena fanno pasta con 1’ a-cqua, c possono servire al pulimento degliargenti. Ve ne ha due sorta : una grigiacenerina, di contestura mollo sfaldata, e chetra le sue làide o sfogli contiene foglie dipiante di specie molto numerose, e simi-lissime ai vegetali, e soprattutto agli al-beri del nostro clima ; è fusibile al fuocodelle porcellane in uno smalto bruno ros-siguo, nò ribolle con l’acido nitrico. L’al-tra è meno sfaldata, più bianca, più sili-cea, non contiene se non poche impres-sioni di vegetali, ribolle fortissimo con l’a-cido nitrico, nè si fonde al più forte fuoco.
Queste argille molto si scostano dallevere argille e si avvicinano al tripoli. Nefacciamo parola, in riguardo agli usi, peiquali sono state adoperate.
(Filippo Nesti.)
Latte di mandorle. Diconsi le mandor-le peste e stemperate in acqua per metter-le nelle minestre od in altre vivande.
(Alberti.)
Laite di pesce.Sostanza bianca e con-sistente come cacio tenero che si trova neipesci maschi al tempo della fregola e conla quale fecondano le uova che sono get-tate dalle femmine.
(Alberti.)
Latte vegetale. V. Latte delle piante.