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Tomo XXX. [Supplimento.]
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Latti

nerali oligisti che esigono un’ aggiunta difondente,non che i latti bianchi di questaultima varietà di minerali, non danno mat-toni abbastanza refraltarii pegli alti fornelli,ma solidissimi per la costruzione degli edi-fizii. I latti riescono migliori quando il for-nello lavora in guisa da produrre ghisagrigia. Quando il fornello è sopraccaricatodi minerale i latti non sono di buona qua-lità ; quelli provenienti dalle prime carichedopo la collatura non sono abbastanzafluidi nè puri,come neppure quelli che ot-tengonsi quando è caduto nel centro delfornello una grande quantità di minerale.I soli latti che possonsi adoperare sonoquelli che colano sul caldadore e quelliche vengono dopo la colatura.

Si preparano i mattoni in una formadi ferro fatta di una piastra che ne for-ma il fondo, di un orlo mobile e di unapiastra superiore guernita di una maniglia.Si fanno giugnere i latti nella forma me-diante un solco praticato nella sabbia checopre il caldadore, e dopo averli sovrap-posto il coperchio un operaio vi monta so-pra e con tutta la sua forza il comprime.Giova meglio lasciare che il mattone raf-freddisi nella forma di quello che gettaredell’ acqua sulla piastra superiore col pe-ricolo di farla screpolare. Liedbeck tro-vò i seguenti vantaggi nei mattoni di latti:che hanno maggior durata dei mattoni re-frattari, avendone egli veduto reggere sinoa diciotto fusioni ciascuna di venti setti-mane ; che sono più solidi e meno cari,poiché, a suo dire, non vengono a costarepiù che dieci centesimi. Ricuocendo lematerie vitree ed assoggettandole ad assaitardo raffreddamento si diminuisce gran-demente la loro facilità di fendersi; giovaquindi molto applicare a questa ricuocitu-ra il calore che va perduto negli alti for-nelli, ciò che assai facilmente può farsi.

Possonsi adoperare per la fabbricazio-ne dei mattoni comuni tutte le specie dei

Lattico

latti molto fluidi, ad eccezione di qnèlliche contengono solfuri; possonsi ancheadoperare a farne quadrelli pei pavimentidelle stanze sottoponendoli altresì ai murimassime là dove regna molta umidità. Co-sì in molti luoghi potrebbersi utilizzarematerie che vanno interamente perdute e1’ accumularsi delle quali risulta una fontedi inconvenienti pegli stabilimenti che leproducono.

(H. Gaultier de Clauerv.)

LATTICINIO. Vivanda di latte.

(Alberti.)

LATTIGINOSO. Che fa latte e si di-ce di quelle erbe ed alberi cui strappan-do le foglie ed i rami teneri geme un suc-co simile al latte.

(Alberti.)

Lattiginoso. Di colore o sostanza si-mile al latte.

(Alberti.)

LATTICO (Àcido). Venne questoad-do scoperto da Scheele nel siero del latte,ma in appresso, dopo che Fourcroy vollestabilire che 1’ acido formico non costitui-va un acido particolare, ma era soltantoacido acetico, Eouillon Lagrange tentò diprovare essere lo stesso dell’ acido lattico,cioè non essere questo che acido acetico,col quale era combinata una materia or-ganica che ne mascherava le proprietà «dalla quale non si poteva spogliare che di-struggendo questa materia. Fatto ciò, di-ceva non essere difficile dimostrare l'iden-ticità degli acidi lattico ed acetico, ammet-tendo in prova di ciò, il fatto che il P rl 'mo, non volatile per sè stesso, convelle#nel secondo distillandolo a secco. Fino al-lora non crasi trovato 1’ acido lattico chenel latte e si credeva prodotto dall’ acidi-ficazione di questo proveniente dall’azionedell’ aria sopra di esso. Molti chimici con-vennero nella opinione di Bouillon D'grange, ma Berzelio dopo averlo trovatonella carne muscolare, nel sangue ed m