Lattico
parecchi altri liquidi animali, »i convinseessere un acido particolare e non quelloacetico. Riconobbe con indagini analitichecome l’acido lattico ottenuto nel modo sug-gerito da Scheele trovavasi unito ad altrematerie, e perciò diede mano a depurarloed ottenne in tal guisa un sotto lattato dipiombo che decompose col gas idrosolfo-rico, il quale distillato esalava un odoreacido molto piccante analogo a quello del-l’acido ossalico riscaldato e non parago-nabile in alcun modo a quello dell’ acidoacetico. Esaminò inoltre il Berzelio e de-scrisse i sali formati dall’ acido latticocon la potassa, la soda, l’ammoniaca,la barite, la calce, la magnesia, 1’ ossido dipiombo, 1’ ossido di argento ed il protos-sido di mercurio. Dalle proprietà di questisali risultava chiaramente che l’acido latti-co non è 1’ acido acetico ; poiché, per e-sempio, il lattato di magnesia cristallizza,e 1’ acetato di magnesia è deliquescente, esimilmente il lattato di argento è incristal-lizzabile e sclogliesi in ogni proporzionenell’ acqua, mentre 1’ acetato di argento èun sale cristallizzabile e pochissimo solu-bile.
Allorché F acido solfovinico ed alcuniacidi che hanno qualche analogia con essovennero scoperti, Berzelio riguardò cosapossibile che 1’ acido acetico fosse rispettoall’ acido lattico, quello che è 1’ acido sol-forico rispetto all’ acido solfovinico ; ma idi lui dubbi su tale proposito vennero in-terpretati in guisa da far credere che aves-se riconosciuta l’identicità degli acidi latticoed acetico. Da quel momento alcuni chi-mici tentarono di riunire nuove prove afavore di questa opinione, e portarono lac °sa a tal punto che, senza esitare, si tra-duceva la parola acido lattico per acidoacetico. Questa traduzione è per altro ine-sattissima. Non sappiamo che alcuno abbia•utrapreso particolari investigazioni sull’a-titdo {attico e sulla sua natura, ma bensì
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ch« alcuni chimici, pubblicando delle ana-lisi di materie animali, studiaronsi di pro-vare di aver trovato dell’acido acetico piut-tosto che dell’ acido lattico. Si comprendeche a tal modo è impossibile, seguendouna via sì indiretta, di giugnere a piositivecognizioni relativamente alla natura di que-sto acido.
Gmelin , cui importanti lavori assegna-no un piosto distinto fra quelli che si oc-cupano di chimica animale, si è quasi po-sto alla testa dei chimici che proclamaronol’identicità degli acidi lattico ed acetico.Sembra che lo abbia condotto ad abbraccia-re questa opinione specialmente la circo-stanza che distillando i liquidi che conten-gono acido lattico, ottenne un prodotto chearrossava leggermente la carta di tornasole,e che, saturato con 1’ idrato di barite, poievaporato, lasciava una pellicola bianca,dalla quale potevasi svolgere 1’ odore del-1’ acido acetico versandovi un poco di aci-da solforico.
Berzelio ripetè queste distillazioni, edottenne esattamente lo stesso risultamentodi Gmelin . Ma giammai mescendo questosale con l’acido solforico, sentì F odo-re dell’ acido acetico, o, per parlare piùesattamente, alcun odor acido. Ciò non av-veniva se non quando il prodotto della di-stillazione conteneva dell’acido idroclorico;poiché tutte le volte che F acido solforicosembrava determinare uno sviluppo di o-dore di acido acetico, il prodotto, dopoessere stato diluito con l’acqua, forniva unprecipitato sensibile di cloruro di argento,quando vi si versava una soluzione di nitra-to di argento. Avendo sottomesso alla di-stillazione dell’ acido lattico puro scioltonell’ acqua, ottenne un prodotto che ar-rossava la carta di tornasole, e che, eva-porato a dolce calore, lasciava dell’ acidolattico. Credette allora di avere spiegato loenigma, ammettendo che, simile in ciò al-l’acido borico, F acido lattico passi in pie-